La Nuova Sardegna

Sassari

Sgb, la lotta per il lavoro continua assieme a minatori e Cedi-Sigma

di Mauro Tedde

Ploaghe, assemblea pubblica con i sindacati, gli amministratori comunali e i commercianti Critiche alla Regione che non ha ancora risolto in otto anni i problemi della struttura sanitaria

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PLOAGHE. Ieri mattina si è tenuta a Ploaghe nel piazzale della Fondazione San Giovanni Battista l’assemblea pubblica delle lavoratrici e lavoratori della struttura sanitaria, convocata dalle organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e il Uil Fpl. All’incontro hanno partecipato i lavoratori del Cedi Sigma di Codrongianos e i lavoratori della miniera di Olmedo, tutti insieme per solidarizzare e condividere le difficoltà che stanno attraversando.

Hanno partecipato le lavoratrici e lavoratori della cooperativa “Jolly” e delle imprese di manutenzione che operano in appalto alla Sgb. Anche questi ultimi lavoratori, di cui poco si parla, vivono la precarietà salariale, con arretrati sui pagamenti delle retribuzioni assai più gravi.

Dopo l’appello di alcuni giorni fa hanno aderito all’iniziativa anche i commercianti e le imprese locali di Ploaghe, chiudendo per un’ora le loro attività in segno di vicinanza e solidarietà. Ha infine preso parte anche una delegazione dell’amministrazione comunale, di maggioranza e minoranza.

Dopo la relazione introduttiva da parte delle organizzazioni sindacali, gli interventi ed il dibattito sono stati molto duri nei confronti dell’amministrazione regionale in considerazione degli impegni presi in occasione della manifestazione svoltasi lo scorso 6 ottobre, rispetto ai quali a tutt’oggi non si vede un riscontro.

Per queste ragioni i lavoratori hanno occupato gli uffici della struttura, si sono incatenati ai cancelli, gridando con forza tutta la loro rabbia per chiedere alle autorità competenti di trovare le soluzioni per risolvere definitivamente l’annosa situazione di grave crisi gestionale dell’ente.

I diversi interventi e le rivendicazioni hanno sottolineato ancora una volta l’incapacità politica regionale nel governare e soprattutto risolvere definitivamente una vertenza ormai “storica”. «In otto lunghi anni si sono avvicendati commissari straordinari e giunte regionali di destra e di sinistra, che non sono state in grado di concretizzare in maniera definitiva gli adempimenti e le azioni necessarie perché l’ente potesse camminare con le proprie gambe - hanno spiegato i lavoratori della Sgb -. Anzi abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso, per non dire vergognoso, dove gli eletti e i nominati al onsiglio regionale puntualmente si scaricavano e continuano a scaricarsi le responsabilità in ordine a quelle che sono, o che potrebbero essere, le soluzioni alla difficile situazione gestionale, rispetto alla quale le disposizioni normative impongono e vincolano la trasformazione giuridica delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza ad un bilancio che dimostri capacità economiche finalizzate al perseguimento delle finalità, che in buona sostanza sono quelle di garantire assistenza e riabilitazione alle persone malate».

L’assemblea pubblica oltre a dare il senso del malumore e della rabbia dei dipendenti ha voluto essere un momento di solidarietà tra gli stessi lavoratori, cittadini, imprese ed attività commerciali, uniti tutti insieme per dire basta all’inerzia politica e soprattutto alle lungaggini dei burocrati di palazzo.

L’assemblea ha chiuso i lavori, dando mandato alle organizzazioni sindacali di chiedere alla politica regionale la trasformazione dell’Ipab in Asp, oppure l’estinzione, con conseguente passaggio delle funzioni, del patrimonio mobiliare e immobiliare e del personale al Comune di Ploaghe o ancora, in alternativa, la modifica della legge 23/2005, disponendo il trasferimento del personale dell’Ipab alla Azienda sanitaria locale n.1 di Sassari.

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