La Nuova Sardegna

Sassari

Società in house, a rischio 91 posti di lavoro

Grido di allarme dei sindaci di Alghero e Sorso in audizione alla seconda commissione regionale

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SASSARI. Il futuro delle società in house dei Comuni di Sorso e Alghero è quantomai incerto. O meglio: se non interverrà la Regione le due municipalità saranno costrette a licenziare i lavoratori, 60 ad Alghero e 31 a Sorso. Il grido di allarme è dei due sindaci Mario Bruno e Giuseppe Morghen che ieri sono stati sentiti dalla seconda commissione regionale Lavoro, cultura e Formazione professionale presieduta da Gavino Manca.

Un quadro a tinte fosche, quello illustrato da Mario Bruno e Giuseppe Morghen: «Alghero In House, 60 operai, è stata costituita nel 2009 per operare nel settore delle manutenzioni e poi attiva in altri servizi per conto del Comune – ha detto Bruno –. Dopo i tagli dello Stato e la fine dell’intervento della Regione, i costi della società sono diventati insostenibili per il Comune, nonostante una politica di grande rigore che ha utilizzato tutti gli strumenti possibili, riduzione di personale e dell’orario di lavoro, contratti di solidarietà: ora, senza un intervento straordinario della Regione, saremo costretti ad avviare le procedure di licenziamento dal primo gennaio dell’anno prossimo».

Non molto diverso, nei toni e nei contenuti, l’intervento di Giuseppe Morghen. «I dipendenti della “Romangia Servizi”, nata nel 2007 con un organico di 54 unità poi progressivamente ridotto fino a 31, sono tutti in cassa integrazione fino al prossimo mese di maggio. Ma l’aspetto che ci preoccupa di più – ha sottolineato Morghen – “è quello dei servizi, che ora riusciamo ad assicurare con grandissima difficoltà richiamando periodicamente i lavoratori di cui abbiamo bisogno dalla cassa integrazione. Dobbiamo però fare fronte ad una scadenza importante: il bilancio della società per il 2014 ha un disavanzo di 195 mila euro che non siamo in condizioni di coprire e, senza l’intervento della Regione, non resta che il fallimento».

Un salasso occupazionale che il territorio del nord ovest dell’isola, fra le più colpite dalla crisi di questi anni, non può certo sopportare. Circostanze che sono state sottolinate nel corso del dibattito che ha fatto seguito all’audizione dei due sindaci, dibattito al quale hanno preso parte Gianmario Tendas (Pd), Roberto Desini (Sdl) e Antonello Peru (Forza Italia). La commissione ha preso atto degli elementi forniti dai due sindaci riservandosi ogni decisione in merito in attesa di una ricognizione completa delle situazioni analoghe che interessano altre società in house presenti sul territorio regionale.

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