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Sassari

Rimpasto, il fronte di Sanna va in pezzi

di Giovanni Bua
Rimpasto, il fronte di Sanna va in pezzi

Carbini e Spanedda rompono col sindaco: «Fiducia tradita». Si tratta a oltranza ma mai le dimissioni sono state così vicine

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SASSARI. Una rottura clamorosa. Con un sentiero strettissimo che rimane da percorrere, a strapiombo sopra lo spettro delle dimissioni. Davvero pochi potevano prevedere quello che è successo mercoledì sera tra Nicola Sanna e i suoi (ex) fidatissimi alleati Gianni Carbini e Monica Spanedda. E praticamente nessuno avrebbe detto che, dopo tante traversie, trattative, aggiustamenti, proprio questa potesse essere l’insanabile frattura.

Almeno a guardare la plumbea aria di ieri: un tentativo di incontro in segreteria Pd a fine mattina che non porta a nulla, i telefoni chiusi nei cassetti, i protagonisti che decidono di leccarsi le ferite dopo una settimana da pazzi. E rimandano il tentativo di conciliazione a lunedì.

Casus belli: la carica di vicesindaco. Che Nicola Sanna ha sfilato dalle spalle del suo alleato di ferro alle primarie, Gianni Carbini (che nel mentre ha rinsaldato l’alleanza con Monica Spanedda), per assegnarla all’attuale presidente del consiglio Antonio Piu. Facendoglielo comunicare, pare, dal suo capo di gabinetto pochi minuti prima del loro incontro, intorno alle 17 di mercoledì. Azione giudicata uno sgarro, prima di tutto personale ma anche politico, che Carbini e Spanedda non hanno mandato giù. Reputandolo l’ultimo inaccettabile cedimento in una trattativa a loro modo di vedere malamente condotta dall’inizio alla fine.

Uno strappo in un primo momento giudicato ricucibile da uno sconfortato primo cittadino. Che, affiancato da Alessio Marras che a Carbini aveva appena ceduto la sua delega all’Urbanistica, considerava scontato il passaggio di consegne come vicesindaco tra l’esponente di spicco dell’area Manca-Dettori e Antonio Piu. E, pur ammettendo il difetto di comunicazione, lo riteneva non sufficiente a far saltare un’alleanza e un progetto politico faticosamente tenuto in piedi da quasi due anni.

Ma la ricucitura non è arrivata. Nonostante la proposta di Sanna di rinviare la nomina di vicesindaco a una seconda fase. Con un glaciale Carbini che risponde: «Per il bene della città rimetto nelle mani del sindaco sia la mia carica di vice che la mia delega assessoriale. In modo che possa essere ulteriormente facilitato nella soluzione della crisi. E mi faccio da parte da un progetto ben diverso da quello a cui ho con entusiasmo aderito e che, con mio dispiacere, si è completamente snaturato». E Giacomo Spissu che fa sapere che, senza Carbini, nemmeno la sua area è disposta a firmare le deleghe.

Un vero quarantotto. Col Pd che si trova completamente spiazzato proprio nel momento del raggiungimento della faticosissima tregua. Il segretario cittadino Fabio Pinna (amico di Carbini, e in avvicinamento anche “politico” per interessanti dinamiche Dem a livello regionale) a cercare di far da pontiere, e il referente regionale dei dettoriani, Gavino Manca, a chiarire che la misura ormai è colma: «Non c’è niente da discutere nè da trattare. La carica di vicesindaco non è a disposizione. Senza quella salta tutto».

Una rottura prima di tutto personale insomma, ma anche politica. Con il duo Carbini-Spanedda, e in generale l’area Manca, che già non aveva digerito l’affondamento di Grazia Manca, nè il cedimento sull’ultimo assessore esterno, per di più alla Cultura. E, di fronte a quello che hanno visto come ennesima resa, hanno preferito farsi da parte. E il sindaco Sanna che non si aspettava di non poter chiedere l’ultimo sacrificio all’amico e alleato per uscire dall’angolo e chiudere la drammatica crisi.

Posizioni lontane, e scontro già salito di livello, e quindi inquinato da complessi quadri regionali, e sempre più difficile da controllare. Non che ad altezza cittadina la faccenda sia più semplice: toccare la traballante griglia dei dieci uscita dalle contrattazioni vuol dire riniziare tutto da capo. Non farlo vuol dire dirigersi a grandi falcate verso le dimissioni. Lo spazio di manovra è ridotto. Come i tempi, visto che la giunta è azzerata per davvero. E martedì è in calendario un consiglio che non è consigliabile rinviare.

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