Piu fa un passo indietro, chiusura vicina
Torna disponibile la carica di vicesindaco. Ma Sanna, Carbini e Spanedda devono ancora ricucire lo strappo di giovedì
SASSARI. Sono da poco passate le 17, quando il presidente del Consiglio comunale Antonio Piu varca la porta della redazione della Nuova Sardegna. Arriva da Alghero, dove ha parlato con Renato Soru e Salvatore Demontis, poco prima si è confrontato con i compagni d’aula Lisa Benvenuto e Carla Fundoni. Da tutti è arrivato il via libera, per una scelta: «Sentita – spiega – sincera, sofferta ma convinta e responsabile».
Si tratta della carica di vicesindaco, ultimo ostacolo su cui la drammatica trattativa degli ultimi 22 giorni si era arenata, mandando a fondo il patto di ferro tra il sindaco Sanna e i suoi alleati alle scorse primarie Gianni Carbini (vicesindaco uscente) e Monica Spanedda. Carica assegnata da Sanna a Piu, creando un’inattesa (almeno da lui) quando grave rottura politica e personale nel trio.
Rottura che però, per tutto il giorno, si è cercato di riparare. Dopo le parole di fuoco di giovedì infatti («fiducia tradita», «progetto politico finito» «posto non a disposizione») gli input regionali e gli umori personali cambiano. Anche sull’onda di un sentimento di scoramento e preoccupazione che prende tutti dentro il partito democratico. Che, pur conservando intatte vecchie e nuove divisioni, per una volta unito concorda che una soluzione va trovata. E in fretta.
Parte così una giornata di interlocuzioni a fari spenti, cellulari muti e addetti stampa congedati. Perché qualunque cosa si decida non si può più sbagliare un passo. E comunque vada tutto si chiuderà domani.
E, mentre tra Monica Spanedda e Gianni Carbini da una parte e Nicola Sanna e Alessio Marras dall’altra si lavora per ricucire, al lavoro si mette anche Antonio Piu. Che parla con i suoi, e chiede all’area Soru-Demontis, che sulla chiusura di questa crisi ha investito tantissismo, anche a livello di tenuta interna, l’ultimo passo: la rinuncia alla carica di vice. Arriva il via libera. «Non è un passo indietro polemico – spiega – ma una reale apertura di credito. Al sindaco, che alla soluzione di questa crisi ha lavorato mettendo da parte realmente ogni personalismo. Ma anche ai colleghi di giunta, con i quali voglio iniziare un percorso condiviso in un clima amichevole e di grande rilancio. Non nascondo che quando Nicola Sanna mi ha chiesto di fare il vicesindaco questo mi ha onorato. Quando poi però ho visto la situazione che questa scelta aveva innescato ho capito che dovevo essere io a cedere, per permettere a tutti di andare avanti».
Un’apertura che teoricamente dovrebbe sbloccare definitivamente la situazione. Anche se la palla ora è nelle mani del sindaco Sanna, e della mediazione comunque necessaria da fare con Carbini e Spanedda. Da ritrovare infatti c’è più che un posto o un altro in giunta, ma una mutua fiducia che nessun capo-area può ordinare di far sbocciare.
Si vedrà. Sicuramente ieri c’è stato un incontro preliminare. Un altro, forse decisivo, ci sarà oggi. E, se nessuno si metterà di traverso (cosa sempre possibile), domani mattina ci sarà la firma delle deleghe e la presentazione della giunta, che scenderà in campo martedì nel consiglio comunale in cui si eleggerà il prossimo presidente dell’assemblea.
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