La Nuova Sardegna

Sassari

Crisi chiusa, domani arriva la giunta

di Giovanni Bua
Crisi chiusa, domani arriva la giunta

Incontro decisivo sabato notte, con Sanna e Carbini-Spanedda che si riconciliano dopo il passo indietro di Piu

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SASSARI. Fari spenti e champagne nel cassetto. La crisi è chiusa ma non si può dire, almeno fino a quando la giunta non sarà ufficialmente presentata, probabilmente domani pomeriggio, prima del consiglio dedicato all’elezione del nuovo presidente dell’assemblea e alla surroga del consigliere uscente. Ma forse già oggi, visto che le consegne del silenzio raramente funzionano quando si nascondono le buone notizie.

A sbloccare la situazione un incontro, sabato sera, riservatissimo. Durante il quale alla fine è arrivato l’accordo: il vicesindaco rimane Gianni Carbini. Facile verrebbe da pensare, visto che poche ore prima l’attuale (e uscente) presidente del consiglio comunale Antonio Piu si era bruciato i ponti alle spalle annunciando ufficialmente alla Nuova Sardegna, e contestualmente al sindaco Sanna, che rinunciava alla carica di vice che gli era stata proposta, e che aveva innescato una drammatica rottura dentro il fronte delle primarie, con il sindaco e Alessio Marras da una parte e Gianni Carbini e Monica Spanedda dall’altra, pronti ad abbandonare progetto e giunta.

Ma, nonostante il bel gesto di Antonio Piu (per il quale era arrivato il via libera sia da Salvatore Demontis che da Renato Soru, sabato ad Alghero per i funerali della moglie di Luigi Lotto), dagli indubbi ritorni politici ma comunque di grande coraggio e generosità personale, le cose da discutere rimanevano molte. E, prima di arrivare al sospirato via libera, Sanna e Carbini-Spanedda hanno dovuto chiarire molti punti del loro progetto «da rilanciare» e dello schema con il quale questo mandato amministrativo deve andare avanti.

Sintesi evidentemente trovata, visto che alla fine l’accordo è stato chiuso. Anche grazie a chiare direttive regionali arrivate da tutte le direzioni: la misura era colma, e far saltare tutto per aria era un’ipotesi inaccettabile.

Inaccettabile anche perché, se il Pd sassarese brinda alla pace, in ambito regionale fischiano sinistri i primi venti di guerra. Che avrebbe rischiato di travolgere la consiliatura sassarese se non si fosse trovata velocemente la quadra.

Accordo chiuso dunque, ma bocche cucite. Con sindaco ed entourage che troppe volte sono rimasti scottati in questi 22 giorni dopo aver dato per risolta una crisi davvero infinita. E consegna del silenzio almeno fino a questa mattina, quando con gli uffici aperti si potranno firmare le deleghe.

Lo schema dovrebbe reggere, anche perché ha di fatto ricevuto il via libera preventivo di tutte le “anime” in campo. Quella dei soriani, che con il passo indietro di Piu hanno sbloccato la trattativa, quella di Giacomo Spissu e i suoi rappresentanti, che erano subito scesi in campo in difesa di Carbini rifiutandosi di firmare le deleghe in caso di rottura. E si immagina quella di Lai e Ganau, che nella vicenda nulla vedono toccato degli accordi raggiunti.

Accordi che, al netto di aggiustamenti dell’ultima ora (e considerando sempre la legge di Murphy in versione Pd per la quale “se qualcosa può saltare all’ultimo secondo lo farà”) dovrebbe a questo punto vedere per il Pd Gianni Carbini vicesindaco che avrà la delega all’Urbanistica, Monica Spanedda che passa dalla Cultura ai Servizi Sociali, Fabio Pinna alle Poltiche Agro-Ambientali, Antonio Piu, che lascia la poltrona di presidente del consiglio, e di consigliere, ed entra come assessore alla Mobilità Urbana e Infrastrutture e Raffaella Sau alla Cultura. Per Sassari bella dentro confermato Alessio Marras, che passa dall’Urbanistica al Bilancio, per Città Futura Maria Vittoria Casu all’Istruzione. Sembrerebbe chiusa, nonostante le prese di posizioni anche recentissime di Sel, anche la partita legata ai sei monogruppo: Sel, Idv, Upc, PdS, Cd e Ora Sì. I due nomi sono i confermati Ottavio Sanna ai Lavori pubblici e Amalia Cherchi che passa ad Affari generali e Personale.

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