Allarme inquinamento per le antenne wi-fi
A Cargeghe proteste per l’allestimento del servizio internet gratuito in paese I cittadini chiedono al sindaco se le onde emesse possono essere dannose
CARGEGHE. A Cargeghe il segnale wi-fi arriva già da qualche tempo ma in certi spazi e in certe ore della giornata. Un servizio teoricamente apprezzato su cui tuttavia la popolazione vorrebbe avere qualche informazione in più. Quattro hot-spot per l’accesso a internet con tecnologia wireless sono stati installati in diversi punti del paese però non è dato ancora sapere ufficialmente se il progetto Fiart (Free Internet for Anglona-Romangia e Territorio, cofinanziato dall’Unione Europea e al quale il Comune di Cargeghe ha aderito) sia ancora in fase di sperimentazione o se sia già definitivamente attivo.
Come si legge nel capitolato tecnico all’art.1 il progetto è volto all’«accesso libero dei cittadini alla rete internet in spazi pubblici all’aperto». Una definizione generica che non basta a rassicurare i cittadini i quali, pur non dimostrandosi contrari, vorrebbero appunto saperne di più sulla copertura offerta dal segnale. E questo per tutta una serie di motivi, che alcuni di essi sono andati a manifestare al sindaco. Si teme, per esempio, che un’accidentale emissione, anche solo minima, del segnale wi-fi possa interessare aree private, residenziali e non, le quali quindi richiederebbero l’attivazione, lo sviluppo e il monitoraggio di procedure atte a scongiurare il pericolo. Ma anche “spazi pubblici all’aperto” o aree destinate a bambini e donne in stato di gravidanza andrebbero salvaguardati. Il gruppo di cittadini manifesta quindi l’esigenza di un’attività di informazione rivolta all’intera popolazione circa i rischi in capo alle emissioni elettromagnetiche. A tal proposito fanno riferimento alle dichiarazioni dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa n. 1815 del 27 maggio 2011, «a cui il citato capitolato tecnico del Fiart dichiara di attenersi», secondo il quale le «frequenze non ionizzanti, provenienti da linee elettriche di distribuzione a bassissima frequenza o da onde ad alta frequenza usate negli ambiti dei radar, telecomunicazioni e telefonia mobile, appaiano avere effetti biologici non termici, più o meno potenzialmente dannosi, su piante, animali, così come sull’organismo umano, anche quando le esposizioni sono a livelli inferiori ai valori soglia ufficiali». La questione è rimbalzata anche in consiglio comunale, dove l’opposizione si è fatta carico di dar voce alle perplessità diffuse tra l’opinione pubblica cargeghese. L’opera, ricorda il capogruppo Franco Spada, dovrebbe servire solo per garantire la connessione libera e gratuita ai cittadini in alcune aree e spazi pubblici. In realtà, per come è stata realizzata la rete di antenne che dovrebbe assicurare la connessione (i quattro hot-spot), non rispetterebbe le clausole progettuali, di fatto non solo coprendo tutto l’abitato, senza lasciare spazi pubblici liberi da questo tipo di inquinamento, ma addirittura introducendosi all’interno degli spazi privati, sottoponendo così i cittadini inconsapevoli a questo tipo di radiazioni dentro le loro stesse case. Al sindaco si chiede dunque una campagna informativa allo scopo di illustrare ai cittadini il nuovo servizio che si vuole attivare, spiegandone vantaggi e svantaggi, in modo da permettere a ciascuno di fare le proprie valutazioni. Si chiede poi di verificare che il servizio offerto rispetti le prescrizioni a tutela della salute, di fare in modo che gli spazi in cui vengono diffuse le onde elettromagnetiche siano limitati, che le onde siano regolate alla sola misura sufficiente per assicurarne la giusta intensità e di stabilire che le antenne emettano le onde soltanto in alcune ore della giornata.
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