La Nuova Sardegna

Sassari

Il giudice: «Abbanoa paghi 5,5 milioni»

di Nadia Cossu
Il giudice: «Abbanoa paghi 5,5 milioni»

Si tratta di importi dovuti al Consorzio Asi per il servizio di depurazione e fognatura del comune di Porto Torres

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SASSARI. Per quel servizio di depurazione e smaltimento delle acque reflue del comune di Porto Torres – fornito dal Consorzio provinciale di Sassari (ex Asi) tra il 2010 e il 2013 – Abbanoa deve pagare in totale cinque milioni e mezzo di euro.

Lo ha stabilito il giudice Silvio Lampus nella sentenza che ha rigettato l’opposizione di Abbanoa contro i due decreti ingiuntivi chiesti e ottenuti dal Consorzio tutelato dall’avvocato Stefania Spanu.

La vicenda. I decreti ingiuntivi erano due: il numero 941 del luglio 2013 con il quale si intimava ad Abbanoa il pagamento di due milioni di euro e il numero 1257 di ottobre dello stesso anno per la richiesta di 3 milioni e 250mila euro, oltre a interessi legali e spese del procedimento. In tutto, quindi, una cifra che supera i cinque milioni e mezzo di euro. All’emissione dei decreti (che sono poi stati riuniti) si era arrivati perché il gestore non aveva proceduto al pagamento delle fatture emesse negli anni tra il 2010 e il 2013 dal Consorzio industriale (che dispone di un proprio depuratore cui è collegato il collettore che raccoglie le acque destinate alla depurazione della città di Porto Torres).

Le contestazioni di Abbanoa. Abbanoa si era opposta contestando tra le altre cose le fatture. Ma nella sentenza il giudice Lampus è chiaro: «Le contestazioni ai verbali di constatazione sono totalmente destituite di fondamento, generiche e immotivate». E spiega anche perché: «I documenti sono tutti sottoscritti dal tecnico della società che gestiva l’impianto per conto di Abbanoa, in contradditorio con il tecnico Asi». Così venivano lette le fatture, e allora sarebbe quasi come se Abbanoa disconoscesse il lavoro dei suoi tecnici. Aggiunge il giudice: «Dati che non possono essere oggetto di una generica contestazione, per giunta a posteriori, da parte di Abbanoa».

Il gestore unico aveva poi sollevato un’altra questione: la prestazione del servizio da parte del Consorzio avrebbe dovuto essere regolata a suo dire da un contratto.

La “replica” del giudice. Ma Silvio Lampus spiega a questo proposito che il servizio è regolato da una precisa normativa, nel rispetto della tariffa base «determinata dall’Autorità d’ambito e correttamente applicata dall’Asi». E per concludere dice anche un’altra cosa: «Il Consorzio deve continuare a gestire il servizio depurazione e fognatura dell’agglomerato di Porto Torres in quanto precedentemente gestore di detti servizi e deve naturalmente ricevere il corrispettivo per il servizio reso».

Con questa sentenza i decreti ingiuntivi diventano esecutivi e Abbanoa dovrà pagare circa cinque milioni e mezzo di euro a favore dell’Asi. Il gestore unico è stato poi condannato al pagamento di 47mila euro per le spese del giudizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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