Abbanoa: vertenza ex Asi, ricorreremo in Appello
Il giudice civile ha stabilito che il gestore unico deve pagare 5,5 milioni di euro La replica: il consorzio provinciale ha fatturato il triplo di quanto dovuto
SASSARI. Abbanoa farà ricorso in appello contro la sentenza del tribunale civile di Sassari relativa al contenzioso con il Consorzio industriale provinciale di Sassari e chiederà l’immediata sospensione degli effetti del giudizio di primo grado.
Lo rende noto il gestore unico del servizio idrico all’indomani del verdetto del giudice Silvio Lampus che ha rigettato l’opposizione di Abbanoa contro i due decreti ingiuntivi da cinque milioni e mezzo di euro complessivi che il Consorzio aveva ottenuto dal tribunale. Importi che, come sottolineato dall’avvocato Stefania Spanu, sono dovuti per il servizio di fognatura e depurazione reso dall’Asi al comune di Porto Torres tra il 2010 e il 2013.
Ieri la replica di Abbanoa: «Non si è tenuto conto delle argomentazioni dell’Azienda relative alla corretta quantificazione degli importi dovuti. Abbanoa non contesta le tariffe, ma le modalità di calcolo. La normativa (decreto legislativo 152/2006 – articolo 156: “La tariffa è riscossa dal gestore del servizio idrico integrato. Qualora il servizio idrico sia gestito separatamente, per effetto di particolari convenzioni e concessioni, la relativa tariffa è riscossa dal gestore del servizio di acquedotto, il quale provvede al successivo riparto tra i diversi gestori interessati”) dispone chiaramente che il Gestore unico debba girare esclusivamente quanto riscosso dagli utenti per il servizio di depurazione. Invece il Consorzio provinciale di Sassari ha fatturato il triplo di quanto dovuto basandosi illegittimamente su rilevazioni mai concordate con Abbanoa, senza alcuna verifica o controllo dell’effettiva funzionalità dei contatori». E arrivano a ipotizzare anche che «una tale sproporzione potrebbe dipendere da altri conferimenti di reflui da parte di utenze non gestite da Abbanoa e quindi non imputabili alla tariffa del Servizio idrico integrato».
A differenza di quanto stabilito in primo grado, inoltre, «nessuno dei documenti presentati dal Consorzio è stato sottoscritto da Abbanoa – spiega l’ente – o da persone a questa riferibili o da essa autorizzate. Contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di primo grado, Abbanoa ha ripetutamente contestato le modalità di calcolo. I documenti contestati sono sottoscritti dal tecnico di un’azienda appaltatrice, la società Acciona (tra l’altro erroneamente indicata nella sentenza come gestore dell’impianto di depurazione) e non riguardano verifiche congiunte della lettura dei contatori del Consorzio».
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