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Sassari

Abbanoa, la class action è pronta Assemblea pubblica in sala Canu

di Gavino Masia
Abbanoa, la class action è pronta Assemblea pubblica in sala Canu

L’associazione “Civiltà è Progresso” avvierà a breve l’azione legale nel tribunale di Cagliari «Chiederemo un cospicuo risarcimento per gli utenti costretti a comprare acqua minerale»

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PORTO TORRES. L’associazione “Civiltà è Progresso” ha formalizzato la Class Action contro Abbanoa nell’assemblea pubblica di mercoledì sera. Il documento verrà ora depositato al Tribunale di Cagliari, competente ad esaminare questo tipo di azione, e rappresenta la lunga sintesi portata avanti dall’associazione per «difendere i diritti di una comunità vessata per anni dall’ente gestore dell’acqua pubblica», nonché costretta ad acquistare cartoni su cartoni di acqua nei supermercati cittadini per bere e per preparare alimenti e bevande.

Ad introdurre l’argomento il presidente di “Civiltà è Progresso”, Alba Rosa Galleri, che ha fatto un riassunto dell’attività fin qui svolta dall’associazione: ossia l’opera di contrasto ad Abbanoa per le fatturazioni errate, per gli slacci e le minacce di slaccio a utenti morosi spesso incolpevoli. Il compito di illustrare nel dettaglio l’atto di Class Action è stato affidato all’avvocato Franco Dore - che fin dall’inizio ha assistito, insieme all’avvocato Teresa Siciliano, l’attività dell’associazione - secondo cui ci sono moltissime probabilità che l’azione «porti al riconoscimento di un congruo risarcimento agli utenti di Porto Torres che hanno fin qui aderito e che aderiranno in seguito, per i danni derivanti dalla mancata erogazione di acqua potabile e l’aggravio di spese per l’acquisto di acqua minerale». Il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu, ha invece esposto con dovizia di particolari la recente sanzione che l’Antitrust ha inflitto ad Abbanoa per la sua attività illegale e illegittima nei confronti dei consumatori. Ha parlato del malfunzionamento di un’azienda nata per razionalizzare il servizio idrico regionale e per attuare la perequazione delle tariffe, «ridotta dopo dieci anni dalla sua istituzione ad una società che eroga acqua non potabile e che la fa pagare per acqua potabile: ciò che meraviglia, in questo panorama desolante, è il silenzio della politica regionale e di quella locale, dei sindaci, dei prefetti e della magistratura che sono sordi alle invocazioni di cittadini esasperati».

Durante l’esposizione è stato anche sottolineato che i cittadini di Porto Torres pretendono di tornare ad avere acqua potabile che sgorga dai rubinetti, senza dover acquistare ettolitri di acqua nei supermercati o dover inseguire un’autobotte che di tanto in tanto viene inviata nelle piazze cittadine, con acqua che pare sia identica a quella di rete. L’unico neo della serata, a margine dell’assemblea, è stato il mancato riconoscimento dell’utilizzo gratuito della sala Filippo Canu all’associazione “Civiltà è Progresso”: «Nonostante l’azione meritoria che stiamo svolgendo in città - ha detto il presidente -, riconosciuta sia dall’ex giunta Scarpa sia dal commissario straordinario con la concessione a titolo gratuito della sala, perché il regolamento di gestione lo prevede, questa amministrazione ha richiesto per l’utilizzo il pagamento della somma prevista di 183 Euro».

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