La Nuova Sardegna

Sassari

Sennori, le case delle fate come ai tempi dei nuraghi

di Salvatore Santoni

Importante restauro nelle domus de janas dell’Orto del beneficio parrocchiale Il sito archeologico vicino al Comune visitato dai rappresentanti del Nurnet

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SENNORI. Le fate di Sennori ritornano all’antico splendore. L’importante sito archeologico della domus de janas dell’Orto del beneficio parrocchiale è stato ripulito dai graffiti e dagli abusi che deturpavano le antiche pareti. Nei giorni scorsi, la domus è stata visitata da alcuni rappresentanti della fondazione Nurnet - La rete dei nuraghi, che si occupa della valorizzazione e diffusione delle antichità del periodo pre nuragico e nuragico. «L’avevamo visitata tanto tempo fa – commentano gli appassionati – devastata dalla barbarie dell’uomo moderno, completamente deturpata con insignificanti e inutili scritte. È bello sapere che ci sono amministrazioni comunali che si sforzano per restituire alla loro comunità e a tutta la Sardegna una importante testimonianza di una grande storia antica».

Il sito. La domus si trova a pochi passi dal municipio sennorese. È scavata in un costone calcareo, lo stesso utilizzato in passato come cava, e risale all’età neo-eneolitica. La datazione orientativa risale alla prima metà del terzo millennio a.C. Si tratta senza dubbio di una delle domus più articolate e importanti del territorio. Di grande pregio la decorazione scolpita sulle pareti con motivi corniformi: gli studiosi ritengono che alcune protomi siano apparentate con le domus di Sedini, e altre con gli esemplari apprezzabili nel sito di “Su crucifissu mannu”, a Porto Torres.

Il progetto. Si tratta di uno dei dieci progetti finanziati con i bandi regionali Por Fesr 2007-2013, seguiti dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Nicola Sassu. L’intervento sulla domus è figlio del consolidamento e messa in sicurezza del piazzale della chiesa di San Basilio e dei muri di sostegno nell’area dell’Orto beneficio parrocchiale: 655mila euro di lavori complessivi, progettati e diretti da Marco Terzitta. Sul sito, a coordinare la parte archeologica, lavora Daniela Rovina, della Soprintendenza di Sassari.

La fondazione. La rete dei nuraghi è una fondazione, costituta a fine 2013, che conta 69 soci fondatori e un social-hub di decine di migliaia di utenti (30mila soltanto sulla pagina italiana di Facebook). Lo scopo della compagine è la promozione della cultura pre nuragica e nuragica. Il fine è promuovere un’immagine della Sardegna e dei suoi tesori che metta a reddito la filiera turistico-culturale. La grande famiglia Nurnet è ricca di archeologi, esperti fotografi, intelligenze informatiche e appassionati a tutti i livelli.

L’amministrazione. La visita a sorpresa è stata accolta dall’amministrazione con grande favore. «Tramite le “cantierabili” – spiega il primo cittadino, Roberto Desini –, restituiamo alla fruibilità collettiva un patrimonio di Sennori e di tutta la Sardegna». Oggi il sito è ancora formalmente chiuso, ma il cantiere si concluderà a breve. «Ringrazio i ragazzi della Nurnet – conclude il sindaco - per questa imprevista quanto gradita visita nel nostro sito culturale. Durante l’ultima edizione di Monumenti Aperti abbiamo notato l’interesse dei visitatori per la nostra domus de janas, che purtroppo era ancora in pessimo stato. Ma alla prossima edizione, prevista nella primavera 2016, potrà essere ammirata in tutto il suo splendore».

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