Apre la Siad, un segnale di ottimismo per la città
Iniziativa importante in tempi di deindustrializzazione: mercato in ampliamento Ieri mattina la benedizione degli impianti dell’azienda che produce gas tecnici
PORTO TORRES. Un’azienda leader nella produzione di gas tecnici derivanti dall’aria, quella che ha deciso di costruire uno stabilimento all’interno dell’area industriale turritana, per la fornitura in tubazione al complesso della chimica verde e in forma liquida al mercato sardo. Ieri mattina la benedizione e la preghiera per la nuova intrapresa industriale, da parte di don Mario Tanca, e il taglio del nastro inaugurale della Siad effettuato dai rappresentanti dell’istituzione e dai vertici aziendali. «Riteniamo che in un momento di forte deindustrializzazione che sta colpendo tutto il Paese – ha detto il Direttore di produzione Giuseppe Gamba –, un investimento come il nostro sia in chiara controtendenza e dia una iniziazione di ottimismo utile per richiamare nuovi e futuri investimenti: questo progetto consente di creare nuovi posti di lavoro con attività dirette di gestione e indirette di manutenzione, servizio e distribuzione, ma anche di generare ricchezza nell’indotto». L’ingegnere Gian Giacomo Caldara, il primo ad aver creduto in questo progetto, ha ricordato che il vero vantaggio è insito nella tipologia della produzione, considerando il fatto che i gas tecnici sono presenti come materia essenziale per la maggior parte delle attività industriali e della vita quotidiana. «Venti anni fa a Macomer avevamo iniziato con l’imbombolamento – ha ricordato Caldara –, ma la speranza si è concretizzata con la costruzione dell’impianto di produzione a Porto Torres, che ha grandi potenzialità di ampliamento». L’azienda aveva acquistato da Eni un terreno completamente “vergine”, senza infrastrutture, e ha dato il via alle procedure a gennaio 2014: dopo aver definito gli aspetti ambientali con Arpas e Spresal, Siad è riuscita a far partire l’attività di cantiere a marzo e a novembre il nuovo impianto ha avviato la fornitura al polo petrolchimico via pipeline in modo continuo e automatico per 8mila e 760 ore l’anno.
«Abbiamo realizzato una conduttura lunga un centinaio di metri – ha aggiunto il responsabile dei gasdotti e degli impianti on site, Gianluca Ravasio –, che si è andata ad agganciare alla rete dei gasdotti del polo petrolchimico: così il rifornimento è sempre assicurato, in ogni condizione, e nel frattempo abbiamo completato e avviato altri impianti come il liquefattore di azoto e il miscelatore di aria ricostruita da azoto e ossigeno liquidi».
A breve, assicura l’ingegner Ravasio, partirà la validazione degli enti competenti (Aifa e Asl) per poter avviare la produzione primaria di ossigeno Fu e azoto alimentare, che consentirà a Siad di fornire i propri clienti direttamente dalla Sardegna. Di recente il gruppo ha sviluppato anche un processo per la produzione di Lng (Liquefazione gas naturale), che può trovare applicazioni in aree sprovviste della rete di metanizzazione, in alternativa al Gpl, e per la liquefazione e il trasporto del metano prodotto dall’estensione del biometano. Un nuovo investimento con tecnologie di avanguardia quello realizzato da Siad, che consente di avere disponibilità di prodotto affidabile a prezzi competitivi: «Questo può rendere a loro volta competitive e affidabili le produzioni dei nostri clienti – rilancia il direttore di produzione –, creando un ciclo virtuoso che auspichiamo possa rilanciare l’economia della Sardegna».
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