La scure del ministero sulla Corte d’appello
Commissione al lavoro per ridisegnare la geografia degli uffici giudiziari Il destino della sede del nord Sardegna è legato a quello di Bolzano e Taranto
SASSARI. La corte d’appello rischia di finire tra le lame affilate delle forbici ministeriali? La voce della possibile soppressione della sezione distaccata sassarese ha ripreso a circolare da qualche settimana negli ambienti giudiziari e politici del nord Sardegna. Negli anni non è la prima volta che se ne parla e la notizia è stata regolarmente smentita dai ministri di turno. Ma questa volta è diverso.
La sezione sassarese, istituita con la legge 219 del 1990, oltre che su quello cittadino ha competenza sui tribunali di Nuoro e di Tempio Pausania. Alla presenza della corte d’appello sono legati il tribunale per i minori, il tribunale di sorveglianza, l’Unep. La sezione della corte d’appellovenne istituita a causa della eccessiva distanza da Cagliari, delle condizioni delle strade nell’isola, della mole di lavoro che gli uffici giudiziari del centro e del nord SArdegna svolgevano. Niente è cambiato da allora. Gli ambienti giudiziari e gli enti locali del nord e del centro Sardegna, che chiedono che la sezione sassarese di corte d’appello venga resa autonoma, periodicamente sono costretti a lottare per la sua sopravvivenza.
Questa volta pare ci sia qualcosa di più concreto di un timore. Dipende, dicono i bene informati, da come il ministero della Giustizia intende modificare la geografia giudiziaria. E pare che le intenzioni siano di tagliare un po’ ovunque. I destini degli uffici sassaresi sono legati a filo doppio quelli delle altre due sedi distaccate di corte d’appello esistenti in Italia, a Taranto e a Bolzano, ma anche a quelli di alcune corti di appello. Tutto in nome del concetto di “ottimizzazione” dei servizi. È di questo che si sta occupando un gruppo di lavoro formato da quattordici super tecnici.
A settembre il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha creato una commissione incaricata di mettere a punto la riforma dell’Ordinamento giudiziario. La presiede Michele Vietti, già vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, e ne fanno parte politici, avvocati e magistrati. Il ministro ha chiamato in qualità di esperto anche il docente universitario sassarese Guido Melis, ex parlamentare. Ma ci sono anche altri nomi conosciuti: l’avvocato Guido Alpa e Luigi Birritteri.
La commissione è incaricata di predisporre entro il 31 dicembre un progetto di riforma nella prospettiva dell’aggiornamento e della razionalizzazione di tutto ciò che riguarda l’ordinamento giudiziario, la carriera dei magistrati, la riforma della figura del pm, le procedure disciplinari. Tra i compiti della commissione c’è anche «il processo di revisione della geografia giudiziaria, attraverso una riorganizzazione della distribuzione sul territorio delle corti di appello e delle procure generali presso le corti di appello, dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica ».
Questo compito è stato assegnato alla sottocommissione presieduta da Luigi Birritteri che è un vero esperto del settore, essendo già stato un consulente dei ministri Severino e Cancellieri. È opera di Birritteri la riforma dei tribunali che ha portato alla chiusura dei “piccoli” in tutta Italia. Dichiaratamente, il gruppo di lavoro della commissione legislativa deve ridisegnare la geografia delle sedi giudiziarie. Nei progetti del ministero c’è la chiusura di alcune corti di appello, di numerosi piccoli tribunali e delle sezioni distaccate delle corti d’appello. Tra queste potrebbe esserci anche quella di Sassari. Per evitarlo, gli amministratori sono pronti a fare, ancora una volta, le barricate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
