Falsi blitz, iniziato il processo d’appello
Imputato è il carabiniere Francesco Silanos che in primo grado è stato condannato a diciotto anni
SASSARI. Torna in aula, stavolta in corte d’appello, il carabiniere “infedele” Francesco Silanos, finito in una vera e propria bufera giudiziaria che in primo grado si è conclusa con la condanna a diciotto anni di reclusione. L’appuntato algherese dell’Arma è accusato di avere organizzato tre falsi blitz antidroga per fare bella figura con i superiori. Sette persone erano finite in carcere, tra il 2007 e il 2008. Continuavano a proclamare la propria innocenza anche di fronte a quella che i carabinieri mostravano come una prova inoppugnabile: un panetto di droga sotterrato in giardino o ritrovato tra la merce in un negozio. In qualche caso si trattava di persone che avevano avuto guai con la giustizia e che, dopo avere pagato il proprio debito, si stavano ricostruendo una vita. Nel mirino erano finiti anche tre commercianti marocchini incensurati. Fino a quando Francesco Marongiu, pregiudicato di Sennori, rivelò a due magistrati che tutte quelle persone avevano ragione a dichiararsi estranei al narcotraffico. Che la droga l’aveva nascosta lui per incastrarli senza altra ragione che quella di fare un favore al suo amico carabiniere.
Il primo blitz risale al 23 gennaio 2008 quando nelle campagne di Sorso i carabinieri recuperarono quattrocento grammi di eroina e arrestarono l’operaio Massimo Perandria. Una brillante operazione rivelatasi uno scandaloso bluff quando, nove mesi dopo, Marongiu raccontò ai sostituti procuratori Maria Grazia Genoese e Gianni Caria di avere sotterrato lui il pacco con la sostanza stupefacente. Per fare un favore a Silanos. Marongiu sosteneva di aver fatto lo stesso «sporco lavoro» in altre due occasioni e infatti sta scontando sette anni di reclusione per i reati di cui si è autoaccusato.
Ieri mattina in corte d’appello l’avvio del processo di secondo grado con le questioni preliminari. È stata chiesta l’assunzione di nuove prove e anche una nuova perizia sulla droga sequestrata. Oltre all’acquisizione della recente sentenza di assoluzione del brigadiere Pino Urpis che, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, era stato accusato di aver falsificato un verbale di servizio. Le richieste sono state accolte e si tornerà in aula il 12 novembre.
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