Studenti spagnoli aggrediti dal branco
Un ragazzo ferito al basso ventre con un punteruolo, suo fratello pestato a sangue. La polizia alla ricerca di quindici giovani
SASSARI. Un ragazzo spagnolo ferito al ventre con un punteruolo, suo fratello massacrato di botte e un gruppo di connazionali attaccati dal “branco” che ha anche cercato di sfondare il portone del palazzo dove le “prede” si erano rifugiate in cerca di salvezza. Tutto a pochi passi da piazza d’Italia, diventata il teatro di una assurda esplosione di violenza giovanile.
Vittime dell’aggressione sono stati una decina di studenti universitari spagnoli arrivati in città con il progetto Erasmus, fiore all’occhiello dell’ateneo cittadino che ogni anno ospita ragazzi provenienti da tutto il mondo. È successo alle tre della notte tra sabato e domenica, mentre le vie del centro erano ancora affollate di giovani che festeggiavano Halloween. Gli studenti spagnoli si erano dati appuntamento in piazza d’Italia per suonare la chitarra e cantare. C’erano ragazzi e ragazze, il clima era sereno. I ragazzi hanno raccontato alla polizia di essere stati accerchiati da un gruppo di sconosciuti, una quindicina in tutto, comprese alcune ragazze, che li hanno prima insultati, gridando “spagnoli di merda”, e li hanno attaccati fisicamente appena il primo del loro gruppo ha abbozzato una reazione.
«Sembrava che non aspettassero altro – raccontano –. Avevano cominciato a provocarci, tirandoci addosso bottiglie di plastica, ma per evitare la lite avevamo fatto finta di niente. Quando uno di noi si è alzato per dire loro di smetterla lo hanno preso a pugni, lo hanno fatto cadere e mentre era a terra lo hanno preso a calci in faccia. A quel punto nelle mani di uno dei nostri aggressori è comparso un punteruolo».
Ad avere la peggio sono stati due fratelli, uno studente e il fratello che era arrivato proprio ieri dalla Spagna con i genitori per trascorrere qualche giorno in famiglia. La vacanza si è però trasformata in un incubo.
Il giovane è intervenuto in difesa del fratello, ma è stato colpito al ventre. A caldo ha pensato a un pugno più forte degli altri e non ha capito subito di essere stato ferito con un punteruolo. Sono stati i suoi amici a rendersi conto che aveva la maglietta e la felpa sporche di sangue. «È successo mentre scappavamo verso via Carlo Alberto, dove ci siamo rifugiati nell’androne di un palazzo – è il loro racconto –. Ma quelli non hanno desistito, hanno preso a calci il portone mentre noi spingevamo dall’interno per evitare che lo abbattessero. Sono scappati solo quando hanno capito che stava arrivando la polizia».
In via Carlo Alberto è intervenuta una pattuglia della sezione volanti della questura. Gli agenti hanno trovato ad attenderli un gruppo di giovani sconvolti dalla paura. La prima preoccupazione è stata quella di soccorrere i due ragazzi feriti che sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata”.
Qui lo studente è stato medicato per le ferite al volto, mentre suo fratello è stato ricoverato ed è assistito dai genitori. La coppia ha scoperto solo ieri mattina che cosa era successo ed è corsa in ospedale. «Fortunatamente per nostro figlio – racconta il padre –, la punta metallica non è entrata in profondità. Se fosse penetrata ancora pochi centimetri, avrebbe perforato l’intestino. I medici hanno fatto tutti gli accertamenti e hanno scoperto un ematoma. Solo nelle prossime ore si saprà se è necessario un intervento chirurgico, ma siamo ottimisti».
Sul grave episodio sta indagando la squadra mobile della questura, guidata dalla dirigente Bibiana Pala. Già l’altra notte, aiutati da un amico italiano che parla perfettamente la loro lingua, gli studenti spagnoli hanno raccontato la loro versione dei fatti agli investigatori. I ragazzi hanno escluso una lite, un pretesto, qualsiasi motivo che possa spiegare un attacco così violento. «Non avevamo mai visto prima quei giovani – racconta uno di loro –, eppure frequentiamo piazza d’Italia. Ripeto, sono arrivati con l’intenzione di attaccarci».
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