Bambini scatenati per “li mosthi mosthi”
A Chiaramonti la vigilia di Ognissanti all’insegna dell’antica questua per le case del centro storico
CHIARAMONTI. Altro che Halloween e scorribande notturne. Anche quest’anno a Chiaramonti la sana tradizione ha vinto sulle suggestioni di americana provenienza. I bambini di tutte le età, e con loro le mamme che hanno accompagnato i più piccoli, hanno scelto “Li mosthi mosthi” proseguendo un’antica tradizione che rischiava di essere soppiantata dalle novità ma che, invece, ultimamente, è stata rivalorizzata anche grazie all’accordo tra adulti per accompagnare i piccoli e, allo stesso tempo, non far mancare nelle case i doni semplici ma tanto attesi dai piccoli questuanti.
E così, grazie anche al tempo mite, nel primo pomeriggio del 31 ottobre, alla vigilia della festività di Ognissanti, allegre frotte di bambini hanno animato con le loro vocine le strade del paese, anche quelle meno trafficate del centro storico, e muniti di zainetti, contenitori a forma di zucca o semplici buste, hanno bussato alle porte di parenti, amici o semplici conoscenti e alla domanda «Chi è?» hanno risposto «Li mosthi mosthi» per ricevere in dono caramelle, frutta secca o quacuno dei dolci che in questo periodo si fanno nelle case. Un divertimento per i più piccoli, la versione più tradizionale del «dolcetto o scherzetto» di stampo anglosassone più commerciale, che nei nostri paesi conserva, invece, ancora il gusto di una antica tradizione che voleva esorcizzare con un dono anche povero il triste ricordo dei cari che non ci sono più e che si rinnova ancora oggi in maniera semplice, con uno scambio tra il sorriso di un bambino che bussa alla tua porta e la mano complice di un adulto che non si fa trovare impreparato.
Una consuetudine che si è prolungata fino all’imbrunire con grande coinvolgimento di tutti. È facile, infatti, venire contagiati dal gioco di richiesta e dono che “Li mosthi mosthi” comporta.
Al bando simboli paurosi e scherzi di dubbio gusto. Del resto basta poco per far contenti i bambini e ricevere un “grazie” che fa sempre bene al cuore: una manciata di caramelle o di frutta secca, ma anche qualche mela cotogna, melagrana e piccola zucca, e tutti via di corsa per bussare alla porta successiva per avere un dolcetto o le monete di cioccolato. Un gesto di scambio che, in nome di chi non c’è più, avvicina grandi e piccini e mette d’accordo i vivi e «li mosthi mosthi».
Letizia Villa
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