Corte d’Appello, continua la mobilitazione
Coro di no contro l’ipotesi chiusura della sede distaccata. Busia: gravissimo. Tedde: Pigliaru inerte
SASSARI. «Chiudere la Corte d'Appello di Sassari sarebbe un atto gravissimo, con ripercussioni negative su l'intero sistema giudiziario e carcerario sardo». Continua il coro di proteste legato al rischio chiusura della sezione staccata cittadina. L’ultima a intervenire è Anna Maria Busia, responsabile nazionale Giustizia del Cd e consigliera regionale. «È impensabile – spiega – che, in un momento storico come questo, in cui la Sardegna viene via via trasformata nell'Isola dei detenuti, il Ministero anziché potenziare servizi e organici, pensi di cancellare uffici strategici e indispensabili come la Corte d'Appello di Sassari. La struttura sassarese svolge dei compiti e una mole di lavoro essenziali per il buon funzionamento del sistema giudiziario in Sardegna. Non si pensi solo ai servizi svolti dalla Sezione staccata della Corte d'Appello, ma anche all'enorme lavoro sviluppato dal Tribunale dei minori, e dal Tribunale di sorveglianza, considerato, appunto il forte incremento della popolazione carceraria nell'Isola», continua l'esponente del Cd.
«Sarebbe invece auspicabile che il Ministero si preoccupasse quanto prima di potenziare gli organici fortemente carenti sia negli uffici giudiziari sia nelle carceri sarde, risolvendo un problema che da anni sta ingessando l'intero sistema regionale e che peggiora di anno in anno, avvicinandosi sempre più velocemente al collasso».
Durissimo il consigliere regionale di Fi Marco Tedde: «Pigliaru tradisce gli impegni sulla Corte d'Appello di Sassari. A seguito di una mozione di FI della quale ero primo firmatario- ricorda l'esponente azzurro-, con un Odg del 1 ottobre 2014 il Consiglio Regionale unanimemente impegnava il Presidente della Regione a costituire un tavolo, con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi, al fine di sostenere presso le competenti sedi istituzionali, compresa quella parlamentare, le istanze del Comitato per l'autonomia della Sezione distaccata di Sassari della Corte d'appello di Cagliari e per difendere in maniera forte la presenza della Sezione Distaccata di Sassari. Eravamo convinti - prosegue Tedde- che Pigliaru fosse a buon punto del cammino ed eravamo fiduciosi sugli esiti del suo impegno. Con sconcerto oggi apprendiamo che invece Pigliaru è stato completamente inadempiente. Oggi scopriamo che non ha fatto nulla e nel momento in cui si ripropone il rischio della soppressione della Sezione Distaccata della Corte D'Appello di Sassari Pigliaru beatamente afferma: «Siamo consapevoli dell'importanza di salvaguardare l'esistenza della sezione distaccata della Corte d'appello di Sassari. Con il Governo stiamo trattando su molti punti e aggiungerei anche questo. Quindi, solo a distanza di tredici mesi il Presidente Pigliaru inizia a pensare ad un tema strategico per la vita del centro-nord Sardegna. Un atteggiamento irrispettoso delle prerogative del Consiglio Regionale che non può passare sottotraccia».
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