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Sassari

Solinas: «Il Pd sassarese responsabile del disastro»

Solinas: «Il Pd sassarese responsabile del disastro»

Il segretario provinciale dei Riformatori: purtroppo rischia di essere solo l’inizio Peru: «Ruolo guida perso da 20 anni». Tedde: «Decisione presa in un privè a tre»

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SASSARI. «Gli esponenti del Pd sassarese, dopo aver ridotto la città nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti, ed averlo fatto dai banchi del consiglio comunale, proseguono da quelli del consiglio regionale. Tutto ciò è frutto degli accordi presi dagli esponenti di punta del partito cittadino. Che continuano a demandare ad altri il compito di guida politica e strategica della nostra regione, e del nostro territorio». Non usa giri di parole il coordinatore provinciale dei Riformatori Michele Solinas, che attacca: «Non sono in grado di prevedere il destino che nei prossimi mesi attende la riforma degli enti locali. Probabilmente solo la scure della Corte Costituzionale potrebbe salvarci da questo scempio. Purtroppo sarà solo uno dei tanti disastri che ci attendono. Penso fra gli altri alla riforma del Sistema Sanitario Regionale mascherata da una delibera di riordino della rete ospedaliera. E' vero. E' il momento di stare uniti. Ma lo siamo tutti per il medesimo obiettivo? Dobbiamo stare uniti nell'osservare lo spopolamento e l'inarrestabile impoverimento del nord ovest».

«Cerco di individuare alcuni spiragli positivi: in qualche forma e misura si è riaperto un dialogo con la Gallura colpevolmente interrotto per troppi anni. C’è stato poi un tentativo di ritrovare orgoglio e appartenenza. Non un orgoglio campanilista, ma quel forte sentimento necessario per ripartire dopo troppi anni di assoluta apatia. E questo è stato raccontato con grande determinazione ed indipendenza dalla Nuova Sardegna. A oggi tutto ciò non appare però sufficiente. Manca un'azione politica forte e responsabile. Un'azione alta e che guardi al futuro. Dove sono i nostri parlamentari? I nostri consiglieri regionali? Hanno forse dimenticato, dopo esser cresciuti di grado, di essere stati amministratori locali? Certamente l'azione intrapresa dagli amministratori locali attuali merita di essere incoraggiata e rafforzata. Noi Riformatori saremo qui, pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie a dare dignità e futuro al nostro territorio».

«La Riforma degli Enti Locali, così come si delinea all'indomani dell'accordicchio interno al Pd regionale, è un'autentica porcata – rincara il consigliere regionale di Fi e vice presidente del consiglio, Antonello Peru –. La responsabilità politica della sconfitta di Sassari è però in capo a chi ha governato, pianificato, amministrato e gestito le scelte strategiche del Nord Ovest dell'Isola a partire dagli anni ’90, il Pd sassarese. Il non aver saputo recitare, in questi ultimi vent'anni, il ruolo di città guida di un territorio è, infatti, la vera ragione del perché Sassari è percepita solo come il principale agglomerato urbano di una vasta area rurale. E come tale è trattata».

«Doveva essere una riforma partecipata, conformata alle esigenze dei territori e invece quella del presidente Pigliaru è una chiusura a cerchi concentrici, che sembra addirittura destinata a chiudersi con un patto a tre o meglio con un piatto a tre». Parole di Marco Tedde, vicecapogruppo azzurro in Regione. «Questa controriforma è diventata un party esclusivo, con perfino gli alleati minori che vengono tenuti alla porta da robusti buttafuori. E' una mortificazione del ruolo del Consiglio e delle autonomie locali senza precedenti. Liberissimi i consiglieri della maggioranza senza tessera del Privé Democratico di restare in attesa del piatto pre-cotto. Faremo opposizione anche per loro». (g.bua)

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