Acqua maleodorante, Castelsardo in rivolta si ribella ad Abbanoa
I cittadini infuriati incontrano il gestore del servizio idrico Dai rubinetti sgorga un liquido sporco: «Basta promesse»
CASTELSARDO. Sotto gli occhi vigili di polizia municipale e carabinieri, un cittadino ha offerto ai funzionari di Abbanoa un bicchiere dell'odorosa acqua marroncina che sgorga dai rubinetti della città. Un gesto accompagnato da un laconico: «La vostra acqua bevetevela voi, noi non ci beviamo le vostre promesse». Può riassumersi in questo episodio il clima e la tensione della tanto attesa assemblea-confronto con Abbanoa, organizzata dall’amministrazione comunale.
Eppure promesse e progetti ne sono stati illustrati parecchi. In apertura di seduta il primo cittadino Franco Cuccureddu ha elencato i numerosi problemi che affliggono la città ed il suo difficile rapporto con Abbanoa. Dal potabilizzatore di Calcinaggiu, «ormai obsoleto e inefficiente», al depuratore «insufficiente», alle condotte fognarie «soggette a frequenti perdite», «soprattutto quelle sottomarine della Vignaccia – ha spiegato il sindaco - dove l’ormeggio abusivo causa perdite nella condotta che viene forata dalle ancore».
Da non trascurare, ha ribadito il primo cittadino, anche la questione del decoro.
Il centro storico del terzo Borgo più bello d’Italia ha i tubi dell’acqua in superficie mentre il ripristino delle sedi stradali, dopo interventi alle tubature, lascia spesso indecorosi sfregi, evidenti ovunque. Il sindaco ha esposto per ogni problema l’adeguata soluzione: lavori finanziati con centinaia di migliaia di euro, in alcuni casi già appaltati, altri in corso di espletamento di gara, alcuni solo in fase di programmazione ma, con un po’ di pazienza, si risolve tutto.
I cittadini hanno ascoltato ma gli animi si sono subito scaldati. Il problema dell’acqua non potabile è infatti il più urgente e preoccupante. La soluzione prospettata, ovvero la dismissione di “Calcinaggiu” e l’allaccio a “Pedra Majore”, non è stata accolta con la fiducia ed il sollievo sperati.
Il disagio di acquistare acqua imbottigliata per tutti gli usi, l’aggravio di spese per le famiglie, a cui si aggiunge la beffa di pagare l’acqua in bolletta a prezzo pieno ha portato i cittadini all’esasperazione. «La tariffa non è decisa da noi – ha ribadito il funzionario di Abbanoa – ma da un ente superiore, l’Egas , se ce lo consentiranno applicheremo degli sgravi, ma sarà difficile». Risposte più soddisfacenti sono invece state date per le cosiddette “bollette pazze”, definite comunque «un’invenzione giornalistica».
Il responsabile del Settore conciliazione, Ivo Picciau, intervenuto a nome dell’amministratore unico Alessandro Ramazzotti, si è detto disponibile al riconoscimento della prescrizione per i pagamenti che superano i cinque anni («ma solo se richiesto dall’utente») ed alla rateizzazione delle fatture con cifre molto alte.
«Siamo disponibili a discuterne ed a venirvi incontro – ha ribadito Picciau – con un addetto che verrà in loco ma solo su appuntamento. Non possiamo infatti garantire uno sportello permanente».
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