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Giustizia minorile

Otto ragazzi “difficili” pizzaioli per cambiare vita

Otto ragazzi “difficili” pizzaioli per cambiare vita

SASSARI. Perdersi lungo la strada è un attimo, più difficile tornare sui propri passi senza il sostegno di qualcuno che aiuti a comprendere la realtà e indichi il percorso da compiere per ritrovare l’...

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SASSARI. Perdersi lungo la strada è un attimo, più difficile tornare sui propri passi senza il sostegno di qualcuno che aiuti a comprendere la realtà e indichi il percorso da compiere per ritrovare l’orientamento.

Loro ce l’hanno fatta grazie a un lavoro di squadra che ha visto in campo il personale specializzato dell’Ufficio servizi sociali per minori di Sassari in collaborazione con i colleghi del Centro per la giustizia minorile di Cagliari.

Sono otto giovani tra i 17 e i 21 anni che dopo un periodo di affidamento ai servizi sociali sono stati inseriti in un programma cosiddetto di “messa alla prova” che ha permesso loro di frequentare un corso di formazione arrivato al termine. Con il supporto insostituibile degli operatori del Consorzio Andalas de amistade, da sempre impegnato nella promozione di progetti a carattere sociale, i ragazzi hanno frequentato una pizzeria dove, sotto la guida dello chef, hanno imparato l’arte di preparare uno dei piatti più tipici della cucina mediterranea.

Quaranta ore di lezione per cimentarsi con passione fra impasti, lieviti e condimenti, un impegno notevole che domani, lunedì 9 novembre, alle 12, sarà coronato dalla consegna degli attestati di partecipazione a quello che è diventato un momento importante per ritrovare il sorriso e ritrovarsi a percorrere una nuova strada.

Un riconoscimento, quindi estremamente significativo per un gruppo di giovani come loro che con buona volontà hanno dimostrato di volersi lasciare alle spalle un passato difficile.

Giorno per giorno, mentre apprendevano l’arte di usare con perizia gli impasti e farcirli combinando gli ingredienti delle preparazioni più conosciute, hanno imparato anche a fare un lavoro di squadra in un clima di serenità che ha rafforzato quel senso di fiducia necessario a superare le fasi più critiche.

Domani, dunque, il momento della consegna degli attestati sarà anche il raggiungimento di un significativo traguardo che non sancisce solo la fine di un percorso pedagogico, oltre che formativo, ma farà da preludio, questo è l’auspicio di tutti, al compimento dei primi passi nel mondo del lavoro.

Un modello certamente da imitare e replicare per consentire a tanti di quei giovani che hanno perso il sentiero non solo di ritrovare la strada, ma soprattutto di recuperare il senso di un’esistenza ancora tutta da vivere. (a.me.)

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