L’assessore Lostia: «I limiti riguardano solo bar e ristoranti»
Replica del Comune all’associazione “Prospettive” Aveva denunciato vincoli medievali nel centro storico
OZIERI. Nessun “vincolo medievale" per il commercio nel centro storico, ma solo l’applicazione delle norme nazionali per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande soprattutto per salvaguardarne la qualità. Questa, in estrema sintesi, la risposta dell’assessore comunale alle Attività produttive Carmelo Lostia, che respinge l’accusa di tarpare le ali al commercio rivoltagli nei giorni scorsi da Marco Peralta dell’associazione Prospettive. L’assessore Lostia ha ritenuto necessario replicare soprattutto per evitare di «creare disorientamento nei confronti degli stessi operatori con affermazioni così prive di fondamento». I vincoli posti all’ampiezza dei locali commerciali, dice Lostia, oltre che essere validi solo per bar e ristoranti, rispondono a una logica ben precisa: quella di «evitare una ulteriore eccessiva proliferazione di piccoli bar che non dessero garanzia di offrire qualità nel servizio, prevedendo un minimo di superficie nella zona A». Una decisione ribadita dall’amministrazione lo scorso anno, «dopo aver sentito le associazioni dei commercianti e dei consumatori e con voto unanime del consiglio comunale», e volta a salvaguardare i locali storici. Il tutto secondo i dettami della norma nazionale, che dopo aver stabilito la totale liberalizzazione delle licenze ha lasciato ai Comuni «l’opportunità di una programmazione basata su criteri qualitativi». Ozieri, tutti in Sardegna lo sanno, è la città dei bar: basti pensare che a fronte di una media nazionale di 2.8 bar ogni mille abitanti, in Sardegna se ne contano 3.8 e a Ozieri addirittura 5. È sulla qualità di questo servizio che l’amministrazione è voluta intervenire, modificando il piano «per evitare che, in caso di cessazione e vendita, il locale storico perdesse i requisiti. Abbiamo ritenuto di dare la possibilità a un locale già adibito a bar di continuare l’attività a prescindere dal soggetto gestore in deroga all’obbligo della superficie minima. In quella fase abbiamo anche ridotto il limite a 70 metri quadri per il centro storico, sempre e solo per bar e ristoranti». Nessun tipo di vincolo, Lostia lo rimarca con forza, esiste per gli altri esercizi commerciali. «Chi intende aprire un’attività che non sia un bar o ristorante – spiega l’assessore – deve solo trovare un locale con destinazione d’uso e agibilità commerciale, e può aprire immediatamente presentando una Duaap senza attendere nessuna autorizzazione. Questo perché le nuove norme prevedono che i requisiti vengano autocertificati e vale per tutte le attività commerciali, artigiane e di servizi d’Italia, comprese pizzerie, gelaterie e pasticcerie». Non si può imputare la crisi alle politiche del Comune, conclude quindi Lostia, che invita Peralta e l’associazione Prospettive a non creare allarmismi e polemiche. «Se qualcuno per il futuro, dopo essere stato scelto dagli ozieresi, vorrà proporre una completa liberalizzazione di bar e ristoranti, togliendo anche il minimo di programmazione di carattere qualitativo, sarà libero di farlo» conclude il delegato alle Attività Produttive, che nella sua lunga nota cita i vari interventi del Comune per favorire il commercio, come i Poic, la riduzione della Tari, la programmazione per il commercio.
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