Sono trenta le cantine iscritte alla festa del vino
Ultimi ritocchi al programma in vista dell’appuntamento di fine novembre Un evento promozionale per tutti i prodotti agroalimentari del territorio
OZIERI. Ultimi ritocchi al programma della festa del vino Su trinta ‘e sant’Andrìa in programma il 28 novembre. Le cantine iscritte al circuito sono trenta, due in più dello scorso anno, con qualche assenza e vari nuovi ingressi. Dai quartieri storici di Badde e Sa Ena, al rione spagnolo di San Francesco sino alle zone intorno al vescovato, il centro di Ozieri si prepara ad aprire le sue cantine, ma anche i negozi per la Notte bianca, a una folla di visitatori che anche quest’anno, tempo permettendo, si attende numerosa. Le iniziative e le promozioni fioccano, così come ferve la macchina organizzativa (domani alle 20 ci sarà una riunione nella sala consiliare del Comune), ma tutto deve essere pronto entro pochi giorni onde evitare ritardi - ed errori, a dire il vero non sarebbe la prima volta - nel materiale promozionale che il Comune sta predisponendo. La collaborazione dell’agenzia Laore ha consentito di individuare anche quest’anno una serie di vini locali, premiati e corrispondenti al disciplinare, che saranno messi a disposizione delle cantine che non ne producono di loro (in tal senso si è svolto un incontro proprio martedì scorso), mentre le varie associazioni e i gruppi organizzatori stanno lavorando alacremente per studiare i contenuti delle degustazioni di prodotti tipici da offrire ai visitatori. Al centro dell’evento c’è comunque il vino locale, alvarega, redagliadu, cannonau, muristellu: vini che per regolamento saranno in degustazione nelle cantine e nella vetrina allestita nella sede della Pro loco. Accordi stretti anche con i commercianti che parteciperanno alla Notte bianca, poiché ormai è chiaro a tutti che Su trinta ‘e sant’Andrìa, spiega l’assessore alle Attività produttive Carmelo Lostia, «è divenuto un momento straordinario di promozione del centro storico di Ozieri e una preziosa occasione di valorizzazione delle risorse storico-culturali e commerciali. Riteniamo quindi importante ragionare con i commercianti per cercare di sfruttare queste opportunità e favorire ricadute positive per le attività produttive, con iniziative che possano creare occasioni anche nei giorni successivi all’evento». Nel frattempo, dopo la lunga serie di riunioni affollate e a seguito di intense discussioni, è stato definito il regolamento che è stato anche licenziato dalla giunta comunale e di seguito approvato dal consiglio comunale: un passaggio che consente di istituzionalizzare l’evento tramite una apposita consulta. «Questo strumento – dice ancora l’assessore Lostia – ci consente di programmare con più certezze un evento che ormai per partecipazione e coinvolgimento ha raggiunto numeri talmente importanti da necessitare di un riconoscimento e una regolamentazione». Oltre alle cantine e ai negozi, saranno aperti i monumenti e diversi siti storici, compreso il museo etnografico Taverna dell’Aquila di Peppino Saba, e saranno organizzate mostre a tema e iniziative culturali, con la consueta esibizione itinerante di cori, cantadores e balletti in costume, il tutto con il coordinamento dell’assessorato alla Cultura e dell’istituzione San Michele.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
