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Sassari

Tentato omicidio in via Madrid, il pm chiede sei anni

di Nadia Cossu
Tentato omicidio in via Madrid, il pm chiede sei anni

Il 53enne Ruggero Carta sparò al rivale dopo una lite La vittima è un 27enne sassarese. A dicembre la sentenza

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SASSARI. Al termine della discussione davanti al giudice Giuseppe Grotteria, il pubblico ministero Maria Paola Asara, ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione per Ruggero Carta, sassarese di 53 anni arrestato lo scorso gennaio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sassari per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di pistola. L’uomo è accusato di aver sparato due colpi contro Salvatore Camboni, 27 anni di Sassari, dopo una lite in via Madrid. In realtà in un primo momento ad avere la peggio era stato proprio Carta perché il rivale era fisicamente più grosso di lui. Ma al termine dello scontro era andato a casa, così come avevano ricostruito i carabinieri nei giorni immediatamente successivi, per prendere una pistola che deteneva illegalmente e tornare in via Madrid dove – alla presenza di alcuni testimoni che furono determinanti per le indagini – Ruggero Carta avrebbe prima affiancato Salvatore Camboni e dopo avrebbe esploso contro di lui due colpi da distanza ravvicinata, uno dei quali aveva raggiunto il giovane al fianco. Il 27enne si era quindi allontanato a bordo della propria auto.

Ieri è stato anche il giorno della difesa con l’avvocato Marco Palmieri che assiste l’imputato, Camboni è invece tutelato dall’avvocato Paolo Spano. Nelle fasi iniziali delle indagini, i carabinieri avevano avuto non poche difficoltà a ricostruire con precisione quello che era accaduto la notte tra sabato 17 gennaio e domenica 18: il ferito, infatti, non presentava apparenti lesioni, non perdeva sangue e il malessere era stato valutato come conseguenza dello stato di ubriachezza. Senza considerare che le persone presenti, come confermato dagli inquirenti, avevano cercato di depistare le indagini sostenendo che i rumori sentiti da alcuni testimoni erano stati causati da petardi e non da una pistola. Ma col passare del tempo, vista la gravità delle condizioni di Camboni (una volta arrivato in ospedale era emersa la ferita d’arma da fuoco) gli amici avevano deciso di collaborare. I carabinieri, grazie alle testimonianze raccolte, erano quindi risaliti alla persona con la quale era stato visto Camboni poco prima della lite: Carta appunto. Il 17 dicembre è prevista la sentenza.

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