«Tutta la città in sciopero per l’Area metropolitana»
Iniziativa dei Riformatori: incrociamo le braccia per dieci minuti il 4 dicembre Peru (FI): nord e sud non devono dividersi, la vera controparte rimane Roma
SASSARI. Uno sciopero civico di dieci minuti. Con tutta la città chiamata a incrociare le braccia dalle 10 alle 10 e 10 del mattino del prossimo 4 dicembre. In un’iniziativa che coinvolga amministratori e sindacati, associazioni di categoria e imprese, università, scuole. E soprattutto cittadini.
Calano l’asso i Riformatori sassaresi, con il coordinatore provinciale Michele Solinas e il suo vice, con delega all’area di Sassari, Giacomo Crovetti che mettono in campo una forma di lotta mai provata da nessuno a livello nazionale: «Un’azione dal grande valore simbolico – spiegano – ma anche di indubbia utilità pratica. Perché l’unica cosa da salvare di questa orrenda legge di riforma degli Enti locali è che ha risvegliato un importante sentimento civico comune, che guarda oltre steccati ideologici, pochezze di campanile, antiche divisioni. Il Sassarese, e in generale tutto il Nord, sembra come essersi risvegliato da un lungo torpore. E noi vogliamo che questo messaggio arrivi forte e chiaro nelle stanze della Regione».
Da definire i dettagli: «Che noi – spiega Solinas – abbiamo abbastanza chiari ma che vogliamo condividere prima con gli altri. Perché l’importante non è come si farà questa protesta, ma che sia aperta, inclusiva, generale». «Nella peggiore delle ipotesi – continua Michele Solinas – non saremo contrari a un referendum abrogativo, nostro strumento tipizzante, ma è ancora presto. Siamo convinti che ci sia ancora spazio per cambiare il testo della Riforma, e che comunque non ci siano da risparmiare forze. Ci fermiamo dieci minuti per partire in una lotta che sarà lunga, che dovrà continuare su Sanità, Trasporti, Giustizia. Chi ha a cuore la difesa del nord dell’Isola, ma in generale di uno sviluppo armonico della regione, e non vuole arrendersi a questo scellerato piano di desertificazione amministrativa ed economica, non potrà che rispondere presente».
Spazio poi alla polemica più squisitamente politica: «I consiglieri regionali – attacca Crovetti – devono aver chiaro che se non sono in grado di bloccare il dl Erriu, e dunque di difendere i diritti dei vostri elettori che vi hanno dato mandato di rappresentarli in regione, si devono dimettere. È già incredibile che la decisione sul futuro assetto dell’Isola venga preso in una direzione del Pd. Ma che i nostri rappresentanti si pieghino a questo è davvero inaccettabile».
Sul tema torna anche il consigliere regionale Antonello Peru: «Stiamo attenti a non perdere un'occasione – spiega il vicepresidente del Consiglio regionale –. Una legge di riordino deve essere lo specchio di una Sardegna unita in cui istituzioni, comuni e territori dialoghino e non può essere svilita, per la pervicace ostinazione del presidente della Regione, ad un conflitto tra il Nord e il Sud dell'isola. Noi non vediamo due poli contrapposti, ma due sistemi di area vasta che collaborano insieme, per abbattere le diseguaglianze. Questa riforma invece crea divisioni e distoglie lo sguardo dalla vera controparte, che è Roma».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
