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Sassari

Crollo di via Costa: «Ha ceduto la colonna»

Incidente probatorio ieri nel circolo Sonazzos dove nel marzo scorso era stata sfiorata la tragedia

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SASSARI. Si è concluso i l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura dopo il crollo del circolo culturale Sonazzos in via Enrico Costa, avvenuto lo scorso marzo.

Ieri é stata discussa la perizia dell’ingegnere Sergio Biddau incaricato dal gip Antonello Spanu di chiarire le cause del crollo del solaio che solo per un caso fortuito non si trasformò in tragedia. L’incidente, infatti, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche se si pensa che poche ore prima, per cena, i tavolini dove sono precipitate tonnellate di detriti erano affollati di clienti. Poi all’improvviso, nella notte, era stato sentito un boato molto forte, tanto i residenti avevano pensato a un’esplosione.

Da subito la magistratura aveva voluto vederci chiaro e stabilire se vi fossero state eventuali responsabilità. Se, cioè, le opere di ristrutturazione avessero rispettato o meno le norme di sicurezza. L'iscrizione di cinque persone nel registro degli indagati è stato un atto dovuto proprio per consentire agli inquirenti di portare avanti tutti gli accertamenti indispensabili. Nella lente di ingrandimento di periti e consulenti era finita una colonna portante al centro del circolo.

La sintesi emersa nelle conclusioni del perito Biddau é che proprio quella colonna «è collassata per cedimento strutturale. In breve, il carico agente sull’unitá di superficie ha di fatto superato la resistenza stessa del materiale di costruzione, provocandone il collasso». Impossibile, in sintesi, che la colonna potesse reggere i carichi dei piani superiori.

In questi mesi sono stati diversi i sopralluoghi nel locale di via Costa, in un’occasione era stato chiamato uno dei massimi esperti che dopo il terremoto dell’Aquila si era occupato di verificare la stabilità degli edifici del capoluogo abruzzese e di predisporre gli interventi di consolidamento. Il tecnico era stato incaricato dagli avvocati Pierluigi Carta, Stefano Porcu e Pantaleo Cambedda che difendono le cinque persone che il pm Emanuela Greco ha iscritto nel registro degli indagati: il gestore del locale, il geometra che ha diretto i più recenti lavori di ristrutturazione nel ristorantino, due impresari e il proprietario di un appartamento.

Ora si attende la chiusura delle indagini preliminari quando il pm Greco deciderà se chiedere il rinvio a giudizio degli indagati o l’archiviazione della loro posizione.

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