I carmelitani restano ma l’organico si riduce a due frati
Il padre provinciale ha smentito la chiusura del convento Vanno via tre religiosi, ma arriverà un nuovo confratello
OZIERI. Dopo le voci rincorsesi nei mesi scorsi su una possibile chiusura del convento dei padri carmelitani di Ozieri, una paio di giorni fa è arrivata la smentita ufficiale: il convento non chiuderà, anche se subirà una drastica riduzione dell’organico. La notizia è emersa nel corso di una riunione tenutasi nella parrocchia del Gesù Bambino di Praga, affidata appunto alle cure spirituali dei carmelitani, alla quale hanno preso parte i padri, una rappresentanza nutrita delle realtà laicali parrocchiali e il padre provinciale Gabriele Marra che in questi giorni sta effettuando la visita pastorale dei conventi sardi.
Nell’occasione il provinciale del centro Italia ha annunciato quali saranno i cambiamenti: dei quattro padri attualmente presenti nel convento ne partiranno tre (uno dei quali trasferito per motivi di salute) e sarà inviato dalla provincia un nuovo confratello, padre Francesco, che svolgerà le funzioni di viceparroco affiancando il parroco padre Giuliano, l’unico dei quattro presenti a rimanere in città.
Le motivazioni della decisione sono quelle che tutti un po’ si aspettavano: «il numero dei religiosi della Provincia del Centro Italia, come di altre province dell’ordine e, in genere, di tutti gli ordini religiosi – ha detto padre Gabriele – tende a diminuire costantemente, come anche aumenta l’età media e i confratelli bisognosi di cure». Ecco, quindi, la necessità di ridurre gli organici nei conventi pur tentando di continuare a mantenere vive le comunità e, come nel caso di Ozieri, le cure spirituali nelle parrocchie.
La notizia è stata accolta con sollievo, per la smentita della paventata chiusura, ma anche con comprensibile delusione da parte dei parrocchiani e di tutti quei gruppi che ruotano intorno alla parrocchia del Gesù Bambino di Praga, cuore pulsante del quartiere di San Leonardo. Alla loro comprensione si è appellato il provinciale: «E’ in questi momenti – ha detto padre Gabriele – che la vita di una comunità parrocchiale si “libera” dal mero calcolo delle opere e dei loro frutti e, piuttosto, si approfondisce nella fede dell’unico Gesù Cristo; il quale è colui che ci ha veramente convocato qui, al suo servizio».
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