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Sassari

Una pensilina coprirà la privacy degli indigenti

Una pensilina coprirà la privacy degli indigenti

Finisce la battaglia per le code “umilianti”davanti alla Casa della Fraterna Solidarietà L’assessore Sanna lo annuncia su Fb a Carmelitos Rumbero, autore del fotosciopero

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SASSARI. Si farà la pensilina per garantire la privacy e proteggere dalle intemperie le centinaia di persone che ogni giorno fanno la fila in corso Margherita di Savoia per ritirare il pacco messo a disposizione dalla Casa della Fraterna Solidarietà. Tra venti giorni, parola dell’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna, la copertura sarà piazzata. Per la realizzazione della quale ( ma non tanto per motivi di pudore) non solo si era mossa l’associazione caritatevole presieduta da Aldo Meloni – fermata poi dalla burocrazia – ma si era mobilitato con un singolare sciopero dello scatto anche l’artista di strada Carmelitos Rumberos, al secolo Carmelo Ciappeddu, che sulla sua gettonatissima pagina facebook aveva interrotto la pubblicazione di foto di scorci cittadini ricchi di fascino e bellezza.

E proprio a Carmelitos che pochi giorni fa sul social network spingeva perché nella “strada della speranza” ’si realizzasse finalmente la pensilina, Ottavio Sanna, riconfermato assessore dopo la lunga crisi comunale, ha risposto dando la notizia che i tempi sono ormai vicini. «Certo, venti giorni sono tanti... Ma giovedì scorso (5 novembre n.d.r.) ho chiesto agli uffici di ordinare la coperta».

L’assessore ha approfittato di Fb anche per rendere nota la lunga trafila del progetto, presentato dal’associazione Mosa e redatto da architetti. Il primo intoppo si è presentato «quando l'azienda che ci doveva offrire la struttura ha avuto qualche difficoltà e ha spostato la realizzazione. Allora con gli stessi architetti abbiamo coinvolto un artigiano locale e buttato giù una nuova bozza». Ma gli uffici comunali lo hanno bocciato perché volevano che l’azienda potesse certificare sia i materiali che l'opera. Eppure la proposta era perfetta anche come costi e avevano due sponsor». Allora l’assessore ha fatto predisporre un nuovo progetto dagli uffici, inviato per ottenere l’autorizzazione ai lavori alla Soprintendenza e alla Provincia che è proprietaria dell'immobile dell’ex questura dove si trova la casa della Fraterna Solidarietà. Poi ha trovato un’azienda che potesse fornire le certificazioni e si è adoperato per trovare un nuovo sponsor che sostenesse l’intervento. Infatti il Comune, non essendo l’edificio di sua proprietà non ha disponibilità in bilancio, ha fatto sapere al popolo web l’assessore. «Sinceramente tutto questo mi ha portato via tanto entusiasmo – ha affermato con una certa amarezza – e sono dispiaciuto per le critiche». Ma adesso la svolta dovrebbe arrivare.

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