La Nuova Sardegna

Sassari

Caro estinto, duello a suon di manifesti

di Salvatore Santoni
Caro estinto, duello a suon di manifesti

Sorso, la Lap denuncia il presidente destituito che ha affisso la richiesta ai soci del pagamento della quota pro-funerali

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SORSO. Duello a suon di manifesti per la titolarità del salvadanaio del caro estinto. L’ex presidente della “Libera associazione pensionati di Sorso”, espulso dall’associazione nel marzo 2015, è tornato alla carica con un annuncio murale, affisso nelle bacheche funebri del paese, che invita gli anziani soci a versare la quota annuale presso la propria agenzia funebre. Querela e replica a stretto giro da parte del direttivo (quello vero) della Lap, che lancia l’appello con un altro manifesto: «Non versate le quote nelle mani di Fabio Sias».

La bufera, abbattutasi sull’associazione a marzo scorso, era culminata con la destituzione dell’ex presidente e un esposto in Procura presentato dal nuovo direttivo: al centro della faccenda un presunto ammanco nelle casse societarie di decine di migliaia di euro. E nei giorni scorsi, a carico dell’imprenditore sorsense del caro estinto, è partita una seconda denuncia.

L’annuncio che ha mandato su tutte le furie il direttivo in carica è breve ma conciso, e recita: «associazione pensionati Sorso; avviso per il pagamento della quota 2016 entro gennaio-febbraio 2016 presso l’agenzia funebre di Fabio Quinto Sias». Apriti cielo. Tempo un paio di giorni e di fianco alla locandina “incriminata” sono comparsi altri manifesti, più grandi e corposi. «Si raccomanda agli associati di non versare la quota 2016 nelle mani di Fabio Sias, in quanto non riveste alcuna carica all’interno dell’associazione e non è legittimato a riscuotere denaro per conto della Lap», si legge in una delle affissioni firmate dal legittimo presidente, Piero Piana, che invita i soci a segnalare/denunciare eventuali atti di intimidazione ricevuti «da persone non facenti parte del direttivo».

Il messaggio dell’imprenditore ha lasciato perplessi molti dei circa 450 aderenti che, anno dopo anno, imbucano i loro risparmi in un simbolico salvadanaio contenente i soldi necessari per ricevere esequie dignitose. «Sono venuto a conoscenza – ha raccontato ai carabinieri di Sorso il presidente Piana - che il titolare dell’agenzia funebre, ha affisso negli spazi appositi per l’affissione dei necrologi e presso il suo ufficio, una locandina nella quale viene specificato che i pensionati dell’associazione devono portare le quote 2016 presso la sua agenzia». Una circostanza che molti soci della Lap non hanno digerito, soprattutto i familiari dei più anziani, che potrebbero essere portati a sbagliare “salvadanaio” consegnando la quota annuale a terzi. «Preciso – continua l’esposto presentato ai militari di Sorso – che Fabio Sias non può agire in tal senso in quanto non è più presidente della Lap dal 23 marzo 2015, e già oggetto di una nostra denuncia». L’organizzazione di “mutuo soccorso funerario” dalle antiche tradizioni ha convocato una nuova assemblea pubblica per chiarire ancora una volta la situazione ed evitare che i denari finiscano nelle mani di terzi. L’appuntamento è per le 15,30 del 24 novembre a l palazzo Baronale in via Convento.

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