Sassari, la pista ciclabile resta in viale Italia
L’assessore Antonio Piu boccia la mozione della minoranza per spostare il tracciato in via dei Mille: «È una risorsa, mica un intralcio»
SASSARI. L’assessore alla Mobilità Antonio Piu è molto schietto e non fa giri di parole: «Il tracciato della pista ciclabile non si tocca. Ogni richiesta di modifica è assolutamente fuori luogo e inaccettabile. Siamo di gran lunga fuori tempo massimo». Perciò la mozione sottoscritta dai consiglieri di minoranza Carta, Alivesi, Fiorillo, Arru, Sini e Sassu, che chiedeva di traslare la pista ciclabile da viale Italia a via dei Mille per tutelare le attività commerciali, è stata stroncata sul nascere.
«La pista ciclabile non è spuntata fuori da un paio di mesi – fa notare il consigliere del Pd Simone Campus – la prima volta se n’è parlato nel 2011 e il progetto è stato illustrato nel 2014. C’era tutto il tempo per presentare delle correzioni, senza risvegliarsi all’improvviso a un mese dalla scadenza dei termini per completare l’opera (31 dicembre)».
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Ma a prescindere dal conto alla rovescia, l’attraversamento di viale Italia costituisce una precisa scelta politica: «Le piste ciclabili devono passare nelle vie più trafficate e dove ci sono le attività commerciali – spiega l’assessore – Voglio che sia chiaro: le piste ciclabili non sono un intralcio ma sono una risorsa. Viale Italia verrà valorizzata dalla pista ciclabile, diventerà meno congestionata, più sicura, meno inquinata e più vivibile. Tutto il mondo si sta muovendo verso una mobilità sostenibile, e anche Sassari è ora che si dia una mossa e cambi marcia. Vogliamo una città a misura d’uomo e non più a misura di veicolo».
L’argomento è di grande interesse e la quarta commissione consiliare si anima immediatamente. Le domande rivolte all’assessore e ai tecnici sono a raffica. C’è Giancarlo Carta, che si fa portavoce delle lamentele dei commercianti, in particolare quelli di viale Italia, preoccupati per l’apertura del cantiere proprio nel periodo dello shopping natalizio. «C’è già quell’abominevole corsia di Sirio: la ciclabile è la condanna definitiva per il commercio». Alivesi invece punta il dito sui parcheggi cancellati: «Quanti ne verranno sacrificati?». Il conto è presto fatto: scompaiono 54 stalli in viale Italia, 30 in via Sardegna, e 20 in via duca degli Abruzzi. Buone notizie invece per i residenti di viale Dante: non verrà toccato alcun parcheggio, la pista ciclabile scorrerà all’interno delle aiuole centrale e invaderà la carreggiata solo in corrispondenza dell’edicola e della cabina elettrica, perché dovrà abbracciare le due strutture.
Le aspettative sono tante anche da parte dei disabili, perché una pista ciclabile è una enorme occasione per eliminare molte barriere architettoniche e inciampi. «Verrà ridotta la quota di marciapiede? – chiede Francesca Arcadu – Il manto sarà uniforme? Senza tombini e gradini in rilievo?». E Sofia Fiorillo: «La larghezza della ciclabile è a norma? Avete previsto delle postazioni di bike sharing?». In pratica succede questo: è quasi impossibile che una pista ciclabile possa filare liscia e perfetta all’interno di un percorso urbano di oltre 8 chilometri. Quindi esiste una tolleranza del 5 per cento dell’intero tracciato, e all’interno di questa quota la pista potrebbe presentare delle criticità. Cioè un piccolo restringimento, oppure una percorribilità promiscua con i pedoni.
«Il progetto rispetta assolutamente questa tolleranza del 5 per cento – assicura l’assessore Piu – quanto alle insidie, il materiale utilizzato sarà il calcestruzzo trattato, e verrà rimosso qualsiasi tipo di inciampo». Ma una pista ciclabile non basta per il salto di qualità sostenibile di Sassari. Bisogna anche cambiare la testa dei residenti, e la congenita abitudine a spostarsi su quattro ruote. «Il Comune ha previsto una campagna di sensibilizzazione per dare impulso al nuovo tipo di mobilità urbana? – chiede Giuseppe Masala – Siccome gli amministratori dovrebbero dare il buon esempio, mi piacerebbe vedere anche qualche pattuglia di vigili urbani che si sposta per la città in sella a una bicicletta». (lu.so.)
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