La lezione di vita del disabile alle «Iene»
Massimiliano Sechi ospite della trasmissione tv per lanciare il suo messaggio: via le barriere mentali
SASSARI. La sua voce così morbida e sorridente ti conquista, vederlo in azione ti lascia stupefatto: l’altra sera, gli spettatori davanti alla tv, per «Le Iene» la celebre trasmissione su Italia 1, hanno avuto modo di ascoltare e vedere all’opera Massimiliano Sechi, il sassarese di 28 anni, senza mani né braccia, affetto da focomelìa.
La sua disabilità è stata lo sprone per valorizzare ogni spicchio di bellezza che la vita gli può presentare. Anzi, il suo coraggio, la determinazione e il buonumore riescono a trasformare anche ciò che un normodotato giudica negativo. Non si tira indietro di fronte a nessuna difficoltà Massimiliano. Perchè per lui la disabilità non esiste. L’anno scorso è stato incoronato campione mondiale di videogiochi ed è un personaggio notissimo sul web, dove la sua pagina Facebook conta quasi 80mila fan.
Per Massimiliano quella di lunedì scorso è stata una serata speciale: è stato protagonista di un servizio delle «Iene», in cui ha sfidato alla playstation, ma anche sul campo di calcio, il calciatore Niang del Milan. Il confronto tra «Macshg» (è il suo nickname da videogiocatore) e il giocatore rossonero ha dato lo spunto alle Iene per fare un ritratto del giovane sassarese: uno che non si è mai arreso alla sua condizione di disabile, anche se qualche volta ha avuto la tentazione di farlo.
Ieri sera lo abbiamo raggiunto al telefono: «Disturbo?» chiediamo. «No, sto guidando perchè devo raggiungere Genova per imbarcarmi». Guidando? Ma come fa? È la domanda più banale che verrebbe in mente di fare. Ma basta guardare il filmato che ora gira anche sul nostro sito per capire che guidare è una delle innumerevoli cose che Massimiliano Sechi fa normalmente. Non si è arreso neppure di fronte al diniego di Alitalia che non avrebbe potuto imbarcare la sua carrozzina a motore. Ha ripiegato sul traghetto e poi ha raggiunto gli studi televisivi a Milano guidando un'auto i cui comandi sono stati adattati alla sua condizione.
Quando era bambino i coetanei lo insultavano non per reale disprezzo nei suoi confronti, ma perché era troppo bravo e potevano batterlo soltanto facendolo innervosire. Lo ha raccontato sorridente al giornalista delle «Iene». «Mi hanno invitato per condividere con una platea vasta e giovane il mio pensiero - dice-: per superare la disabilità bisogna prima eliminare le barriere mentali, avere una visione chiara di dove vuoi arrivare. Non devi cancellare te stesso, e nel momento in cui ti accetti, vedrai che riuscirai a divertirti e vivere la tua vita normalmente». Tutto si può fare e se lo dice un «coach motivator» come Macshg non gli si può dare torto.
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