Lo stupefacente nascosto nel forno
É quasi un arresto in fotocopia quello di Gian Michele Pensè. Poco più di un anno e mezzo fa, infatti, era finito in manette più o meno con le stesse modalità. Solo che ad arrestarlo erano stati i...
É quasi un arresto in fotocopia quello di Gian Michele Pensè. Poco più di un anno e mezzo fa, infatti, era finito in manette più o meno con le stesse modalità. Solo che ad arrestarlo erano stati i carabinieri del comando provinciale di Sassari.
Un pomeriggio di marzo, i militari lo avevano fermato per un controllo mentre si trovava all’esterno di un cantiere navale della città catalana. Perquisito, era stato trovato in possesso di una piccola quantità di marijuana. Erano seguiti una serie di accertamenti nel suo domicilio e qui i carabinieri avevano scoperto più di mezzo chilo di droga, suddivisa in varie confezioni. Un particolare curioso: lo stupefacente era stato confezionato nelle bustine utilizzate per gli escrementi dei cani ed era distribuita in più punti, compreso il sottofondo del forno e il vano del contatore.
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