Sassari, la festa dei Candelieri rivivrà in un museo sensoriale
Entro dicembre il Comune invierà la documentazione alla Regione per ottenere due milioni di euro. Sarà ospitato nel palazzo della Frumentaria
SASSARI. Un museo sensoriale per far rivivere la festa dei Candelieri e la sua storia. Per tutto l’anno. Sarà il Museo dei Candelieri e avrà sede in un rinnovato palazzo della Frumentaria. Il progetto è quasi pronto ed entro dicembre il Comune invierà tutta la documentazione alla Regione, per avere accesso a un finanziamento di circa 2 milioni di euro, necessari per arrivare al taglio del nastro del nuovo museo.
«Il Museo dei Candelieri fa parte di un più ampio programma che, nell’ambito dei progetti ITI (Investimenti territoriali integrati) finanziati dalla Regione con fondi europei, ha come obiettivo la riqualificazione sia urbana che sociale del rione storico di San Donato», ha spiegato il neo assessore alla Cultura, Raffaella Sau, davanti alla quinta commissione di Palazzo Ducale, presieduta da Carla Fundoni.
La progettazione tecnica del Museo dei Candelieri è stata realizzata dalla facoltà di Architettura di Alghero grazie a un finanziamento della Fondazione Banco di Sardegna. «I tempi dell’intervento dipendono dalla Regione, appena il nostro progetto avrà il via libera e si sarà erogato il finanziamento richiesto, noi potremo partire con le opere», ha precisato l’assessore.
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Il Museo si svilupperà sui due piani della Frumentaria: al piano terra sarà realizzato un percorso simulato che riproduce a tutti gli effetti la Faradda e che immergerà i visitatori nelle atmosfere vere e proprie del 14 agosto. Dieci colonne in cristallo rappresenteranno i Candelieri e sulla loro superficie scorreranno le immagini e i suoni della festa. In questo modo al piano terra del museo sarà ricreata virtualmente la discesa dei dieci ceri compresa la folla assiepata lungo corso Vittorio Emanuele e corso Vico; le pareti della sala saranno infatti occupate da pannelli video che proietteranno le immagini degli spettatori, riprese dal vivo nelle passate edizioni della festa. L’ultimo Candeliere, in posizione più riservata, introdurrà i visitatori nell’atmosfera della cerimonia religiosa che si svolge nella chiesa di Santa Maria al termine della Faradda.
Nel palazzo sarà installato un ascensore per collegare i due piani dell’edificio, e nella sala superiore sarà allestito il museo storico dei Candelieri. Qui ci saranno non dieci ma undici colonne a raffigurare i ceri, e l’undicesimo candeliere rappresenterà i ceri votivi che non partecipano alla festa del 14 agosto. «Abbiamo pensato che fosse giusto raccontare ogni aspetto della festa dei Candelieri, senza escludere niente e nessuno», ha spiegato Raffaella Sau.
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Nella sezione storica del museo saranno installati dei tavoli multidisciplinari e didattici su cui saranno immagazzinate digitalmente tutte le informazioni sui Candelieri, sui Gremi e sulla storia della festa. «Vogliamo predisporre un progetto per realizzare una sorta di fondo storico con tutti i documenti a nostra disposizione sui Candelieri, da digitalizzare e immettere nella banca dati del museo, così che i visitatori possano conoscerli e avere tutti i riferimenti bibliografici. Chiederemo un finanziamento apposito per realizzare questa idea». I Gremi, già coinvolti nella predisposizione del progetto museo, saranno chiamati a collaborare anche nella gestione del sito.
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