Barelle in corsia e pochi infermieri
Denuncia del Nursing Up: nei reparti di Medicina la situazione è ormai al collasso
SASSARI. A poco più di un mese dall' accorpamento che coinvolge la sanità sassarese, tra il presidio del Santissima Annunziata e l'Azienda ospedaliero universitaria, la segreteria territoriale del sindacato degli infermieri, Nursing Up, interviene «per l'ennesima volta sulla grave e pericolosa condizione in cui versano i reparti di Medicina del Santissima Annunziata».
«Barelle ovunque e a qualsiasi ora, che arrivano nelle corsie senza nemmeno un minimo avviso, pazienti spediti in reparto come pacchi postali - scrive il segretario Alessandro Nasone in una lettera ai vertici aziendali -, determinano condizioni lavorative precarie per gli operatori, senza alcun principio di sicurezza. Con grandi e plateali ma anche giustificate proteste da parte dell'utenza. Nonostante la professionalità e l'abnegazione lavorativa dei colleghi infermieri».
In questi ultimi tempi, in concomitanza della delibera sul blocco del turnover imposto dall'assessorato alla Sanità, alcuni infermieri precari non sono stati riconfermati, peggiorando di fatto un organico già all'osso.
Questo mese, ricorda il sindacalista, la Medicina donne si ritrova ad avere 2 maternità e 6 malattie, non coperte dalle opportune sostituzioni, che porta gli altri infermieri a dover andare a tappare le voragini createsi da un reparto all'altro, come pedine, a saltare riposi e le ferie sono bloccate.
Lavorare su un paziente ricoverato in barella, espone gli infermieri a rischi e responsabilità di non poco conto, legate alla sfera giuridica, al rispetto delle più elementari normative di sicurezza degli standard minimi di ricovero, delle normative sulla privacy e del codice deontologico.
Gli stessi lavoratori, hanno più volte segnalato alla direzione la grave quantità di barelle presente in corsia. Ma non si sono prese le opportune contromisure. Nasone si dice preoccupato di sapere in che modo la dirigenza Aou, che da gennaio avrà la situazione in carico, ha intenzione di gestire questa situazione: «I colleghi vanno tutelati e il paziente assistito».
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