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ISTITUTO Nautico

«Anche noi contro il terrorismo»

«Anche noi contro il terrorismo»

Incontro con i migranti ospitati nel centro di accoglienza a Li Lioni

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PORTO TORRES. «Parigi? Condanniamo gli attacchi terroristici. Molti di noi hanno la foto della bandiera francese sul profilo Facebook in segno di solidarietà, ma non possiamo dimenticare che quanto accaduto lì da noi è già successo e continua a succedere. Forse siamo i più adatti a capire ed è per questo che siamo scappati dai nostri Paesi d'origine: per provare a vivere». La risposta di uno dei migranti alla domanda su cosa pensassero dei tragici fatti di Parigi è uno dei momenti più toccanti dell'incontro organizzato nell'aula magna dell'Istituto Nautico Paglietti dai rappresentanti d'istituto con sedici ragazzi ospitati nella struttura di Li Lioni, grazie anche al gruppo Welcome Refugees, con Alessandra Peloso nelle ormai consuete vesti di interprete e mediatrice.

Donne e uomini giovanissimi, tutti d'età compresa tra i venti e i venticinque anni, provenienti dal Mali, dalla Nigeria, dal Ghana. Giovani desiderosi d'avere una vita normale, una famiglia, un lavoro, magari proprio a Porto Torres o in Sardegna, che raccontano agli studenti d'essere stati accolti molto bene da una comunità attenta ai loro bisogni ed ospitale, ma con un'unica difficoltà nel tentativo d'integrazione: la comunicazione, poichè i migranti non parlano italiano e gran parte dei portotorresi non parla inglese.

La mattinata scorre via veloce, con tante domande degli studenti che spaziano dal modo in cui essi sono scappati dai loro Paesi al perchè – incontrando qui qualche comprensibile reticenza, ma in generale molti parlano delle persecuzioni di Boko Haram in Nigeria o di motivi politici e religiosi da altre nazioni, essendo per lo più cristiani –, dal viaggio della speranza nei barconi al come si viva e cosa facciano nelle strutture d'accoglienza ai modi in cui diversi di loro si stiano integrando a Porto Torres per finire con un pensiero al cosa possa cambiare la situazione in casa loro: «Speriamo in Dio”.

Emanuele Fancellu

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