PalaSerradimigni a mollo, le infiltrazioni di acqua piovana sono decine
Torna l’allarme nella struttura di piazzale Segni: almeno 40 perdite, anche sul campo di gioco
SASSARI. Nubi fosche si addensano sulla testa della Dinamo, e si portano dietro anche un bel po’ di acqua. E non per la sfilza di sconfitte costata ieri il clamoroso esonero al coach Meo Sacchetti, ma per le oltre 40 infiltrazioni che da anni, alle prime piogge, puntuali e sempre peggiori riappaiono al palazzetto di piazzale Segni.
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Struttura che, è bene ricordarlo, è di proprietà comunale, affidata in gestione alla Athlon Sassari, e solo in parte occupata dai giganti biancoblù. Che dividono le mura e le palestre del Palaserradimigni con boxe, lotta, judo, sala muscolare, ginnastica artistica ma anche ginnastica dolce per anziani. Decine di società, centinaia di atleti, che in varie maniere e con vario impegno occupano giornalmente il palazzetto, con un fittissimo calendario di impegni e appuntamenti.
E tutti devono fare i conti con un annoso quanto grave problema: l’acqua. Ormai da anni infatti nella ormai attempata struttura cittadina le infiltrazioni derivanti dalla pioggia si contano a decine. L’acqua piovana infatti filtra dai portalampade sui soffitti, e si riversa sui pavimenti di tutti gli ingressi principali, nella sala convegni e nella sala stampa, nei vani ascensori e nei corridoi di comunicazione. E anche nel campo di basket, sia in curve e tribune, che nel campo di gioco, dove, dopo piogge particolarmente intense, arrivano gocce che rimbalzano da due delle infiltrazioni più datate e fastidiose. Ma non basta, l’acqua scende infatti praticamente a cascata a fondo campo, sulla parte sinistra, dove c’è il quadro elettrico dove convergono i cavi di led e tabelloni, con un evidente rischio per la sicurezza.
Sicurezza che è un vero incubo per i gestori dell’impianto. la Athlon srl, e del suo amministratore unico Vincenzo Piroddu. Che da anni porta avanti un serrato carteggio con l’unico referente assegnato dal bando di appalto: il dirigente del settore Sport del Comune. Lettere protocollare, con una cadenza di un paio all’anno, 3 aprile 2013, 24 aprile 2014, 17 novembre 2014, 2 febbraio 2015. Che denunciano la grave situazione, con evidenti problemi di sicurezza e agibilità, sempre al limite. E chiedono, allegando ogni volta decine di eloquenti foto, «urgenti interventi di manutenzione». Segnalazioni a cui sono seguiti numerosi sopralluoghi ma mai nessun intervento.
Un problema che si trascina da lustri. E a cui magari l’amministrazione pensa di porre rimedio con il suntuoso progetto di ampliamento da 4 milioni e mezzo targato Jessica, che prevede anche un restauro della struttura. Peccato che il cantiere si aprirà, ad andar bene, la prossima estate. E le pioggie, con annesse infiltrazioni, sono arrivare implacabili quanto scontate già da qualche giorno. Forse per i primi rattoppi sarebbero bastati i 150mila euro spesi per l’avveniristico cubo, unico in Italia, sopra cui i tecnici assicurano che l’acqua, almeno per ora, non cade.
In tutto il resto del palazzo purtroppo sì. E sperare che non piova non può essere l’unico piano di azione.
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