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Sanna a Pigliaru: «Ascolta e confrontati»

Sanna a Pigliaru: «Ascolta e confrontati»

Il sindaco: più dialogo per evitare che la proposta della giunta regionale venga percepita come un atto discriminatorio

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SASSARI. Nicola Sanna prende carta e pena e scrive a Francesco Pigliaru: «Occorre superare questo pregiudizio secondo il quale è metropolitana solo un’area ad alta concentrazione edificatoria, e non anche un’intera sub regione. Faccio appello a lei, presidente Pigliaru, affinché ascolti e si confronti ancora meglio con la sua comunità ed eviti che la sua proposta venga percepita e interpretata come un atto discriminatorio».

Dopo l’incontro dei giorni scorsi in città, durante il quale aveva ribadito le ragioni del territorio tese a ottenere concreta pari dignità del nord Sardegna e di Sassari con la costituenda città metropolitana di Cagliari, il sindaco di Sassari ha deciso di ribadire le sue richieste con una lettera aperta. E per farlo ha scelto un giorno importante: oggi a Oristano si riunisce il Consiglio delle autonomie locali per esprimere il parere sul testo della legge di riforma Erriu.

Sanna ha scritto una lettera aperta «perché ritengo sia giusto che i sardi possano partecipare e comprendere ancora di più la questione che, in queste ultime settimane abbiamo avuto modo di discutere in ambiti ristretti, come quelli di partito, oppure a distanza in occasione di diverse pubbliche assemblee di amministratori alle quali ho partecipato».

«A oggi caro presidente, lei non ha ancora potuto confrontarsi con i sindaci, né in pubblici consessi, né nelle istituzioni come il Consiglio delle autonomie locali il quale lunedì, per legge, dovrà esprimere il suo parere sul testo approvato dalla commissione del consiglio regionale – scrive il sindaco di Sassari – . Riconosco che il testo uscito dalla commissione consiliare, sebbene il dibattito si sia svolto finora a distanza, abbia timidamente raccolto qualche elemento dei temi posti in discussione». Ma Nicola Sanna resta critico e scrive «bisogna superare questa timidezza e affermare con chiarezza che il disegno di legge, al di là delle buone intenzioni degli autori, rischia concretamente di produrre divisioni nella comunità sarda».

Nicola Sanna teme «un nuovo centralismo regionale che dovrà negoziare le questioni dello sviluppo sociale ed economico della Regione con almeno 36 unioni di comuni, se queste si aggregheranno per regioni storiche, e comunque non meno di 20 – si legge nella lettera –. Si determinerebbe non già una semplificazione degli organismi territoriali ma tante piccole entità, debolissime dal punto di vista economico e della rappresentatività politica e istituzionale. Queste entità sono utili certo, ma solo per gestire al meglio i servizi essenziali per le comunità». Nicola Sanna scrive che negli ultimi 50 anni Cagliari e il suo hinterland hanno avuto indubbi benefici «dalla presenza nel territorio di una istituzione forte, come la Regione Sardegna».

E si arriva al tema politico che contrappone le richieste del nord Sardegna a un disegno di legge che disegna una sola città metropolitana a Cagliari.

«In Sardegna voler assegnare la qualifica di “città metropolitana” a un solo agglomerato urbano, quando invece è risaputo essercene sicuramente due, se non tre, significa attribuire ad un solo territorio nuove opportunità di sviluppo negandole ad altri – scrive Nicola Sanna –. Questo non è giusto. Le aree urbane della Sardegna meritano un’attenzione e una strumentazione di autogoverno e quindi risorse finanziarie aggiuntive che consenta loro di godere delle politiche di coesione nazionale ed europee per le aree urbane, mantenendo le specificità ambientali e territoriali proprie, quali la possibilità di una governance policentrica, paritaria e sussidiaria».

«L’area settentrionale dell’isola, con l’integrazione delle sue funzioni di eccellenza quali l’Università, la sanità, gli apparati industriali ed agro-industriali, il turismo, i parchi nazionali, il sistema dei trasporti aerei e marittimi nazionali e internazionali può esprimere altrettanto efficacemente e adeguatamente tutte le potenzialità e funzionalità tipiche delle aree metropolitane – argomenta il sindaco di Sassari Nicola Sanna –. Resta da considerare con cura e attenzione la necessità di altrettanti poteri di autogoverno di area vasta che devono avere le zone centrali dell’Isola, quelle che le politiche di coesione della Ue definiscono zone interne. Per queste sono previste politiche e risorse finanziarie per promuoverne il rilancio e lo sviluppo sostenibile».

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