Area metropolitana, tutti i numeri del sì
La Camera di Commercio: ecco la vera forza del Nord
SASSARI. Il doppio delle persone che arrivano dal cielo. Nove su dieci che sbarcano dal mare, in 3 dei 4 porti isolani. Cinque milioni di presenze turistiche all’anno, che valgono la metà della torta dell’intera Isola (con il Cagliaritano che si deve accontentare del 28 per cento), e il 46 per cento degli oltre 2 milioni di arrivi (nell’area di Cagliari il 33). Ospitati nel 43 per cento degli esercizi ricettivi dell’Isola (Cagliari si ferma al 30) e attirati da 2 dei tre parchi nazionali presenti in Sardegna.
Gli indicatori. Non sembrano certo i numeri il punto debole delle rivendicazioni del nord, che chiede a gran voce il riconoscimento da parte della Regione dello status di seconda area metropolitana della Sardegna. Almeno a guardare i dati che la Camera di commercio sassarese, per mano del segretario generale Pietro Esposito, sciorina in un articolato dossier sugli indicatori di sviluppo, mettendo a confronto il nord e il sud della Sardegna, sia nella articolazione storica in 4 Province, che in quella a 8.
Il confronto. Il risultato è sotto certi punti di vista noto. Sotto altri sorprendente. Se si sapeva infatti che la locomotiva turistica dell’Isola è saldamente residente nel nord, anche il settore imprese mostra un inatteso segno più nel capo di sopra, a fronte di un costante calo del sud. E numeri assoluti di imprese non così distanti se si sommano le presenze di Sassari e Olbia con quelli della nuova provincia di Cagliari (che a grandi linee corrisponde all’area metropolitana ristretta prevista dalla riforma Erriu).
Imprese registrate. Primo dato è quello relativo alle imprese registrate. Nelle province storiche Cagliari svetta con il 41 per cento del totale, contro il 33 di Sassari. Dato che si ribalta guardano alla nuova articolazione in 8 province, con la versione ridotta del Sud (più vicina all’area metropolitana immaginata) che arriva al 32 per cento, e Sassari+Olbia che salgono al 35. A far riflettere è però un altro dato. Dal 2007 al 2014 nella Provincia storica di Cagliari le imprese sono crollate da 73344 a 69360. A Sassari sono salite da 54189 a 55921. Spiccioli che pesano in un momento di crisi nera.
Da segnalare poi che nel nord sono presenti anche gli unici due distretti industriali dell’Isola: quello del granito della Gallura e del sughero di Calangianus-Tempio Pausania.
Traffico aeroporti. Eloquente anche il dato relativo agli aeroporti dell’Isola, due nel nord (Alghero e Olbia) e uno nel sud. L’aeroporto di Cagliari infatti si rivela a vocazione decisamente nazionale, con ben il 79% dei suoi 3 milioni e 600mila passeggeri che arriva dal Continente.
Niente a che vedere con la apertura internazionale di Alghero (37 per cento del totale) e soprattutto di Olbia (addirittura 43). Con la bilancia dei movimenti decisamente pendente al nord che cattura il 51 per cento dei 7 milioni 4mila arrivi e partenze nazionali e ben il 67 per cento dei 2 milioni e 200mila passeggeri oltre confine.
Porti passeggeri. Niente storia nel versante porti. Con la Sardegna che però in questo caso è perfettamente spaccata in due. Praticamente tutti i passeggeri (il 92 per cento) transitano nei 3 scali del capo di sopra (700mila a Porto Torres, 2 milioni e 400mila a Olbia, 450mila a Golfo Aranci), quasi tutte le merci (l’81 per cento) passa da Cagliari.
Turismo. Una divisione che influenza anche le presenze turistiche. Dato questo dal quale non si può prescindere (come ben spiegato dalle pagine di questo giornale dalla sociologa Antonietta Mazzette) quando si calcola la densità abitativa del territorio, pietra angolare su cui Erriu ha costruito il no all’area metropolitana del nord. Ai 493mila residenti infatti il Sassarese deve aggiungere ben 5 milioni e mezzo di presenze turistiche (dati 2013) che rappresentano il 51% degli oltre 10 milioni di vacanzieri dell’Isola, con il Cagliaritano (le province di Cagliari, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias) che si fermano sotto i 3 milioni al 28 per cento.
I parchi. A influenzare le presenza, oltre alle arcinote bellezze della Costa Smeralda, di Castelardo, Stintino, Alghero, sicuramente anche la presenza di 2 dei 3 parchi nazionali dell’Isola: quello dell’arcipelago della Maddalena e dell’Asinara.
Capacità ricettiva. Numeri che vanno a braccetto con quelli della capacità ricettiva dell’Isola. Sugli oltre 4mila esercizi in Sardegna infatti (di cui 932 alberghieri), ben il 43 per cento sono nel nord, il 30 a Cagliari, il 15 a Nuoro e il 12 a Oristano.
Numeri. Numeri importanti, anche se tra sollevazioni popolari e direzioni di partito, riunioni a porte chiuse e lettere aperte, affollate assemblee e calienti sedute in commissione non è più da tempo una questione di numeri quella che sta dietro la riforma degli Enti Locali.
La nuova articolazione messa giù nell’ultima versione del testo licenziato in commissione Autonomia è infatti figlia di una scelta fortemente politica. Che il governatore Francesco Pigliaru, l’assessore Cristiano Erriu e di recente, dalle pagine della Nuova, il relatore di maggioranza Roberto Deriu, hanno deciso di difendere, almeno nelle fondamenta, oltre ogni dubbio, ragionevole o meno che sia.
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