Il quadro della Sacra Famiglia ritorna nella chiesa di Cargeghe
L’opera di Baccio Gorini era custodita a Sassari per consentire i lavori di restauro della parrocchiale Il dipinto manca dal paese dal 1991: era stato rimosso e affidato alla custodia della Soprintendenza
CARGEGHE. Dopo venticinque anni il dipinto della Sacra Famiglia, opera del pittore fiorentino Baccio Gorini, sta per tornare nella chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Quirico e Giulitta, riprendendo la sua collocazione originaria nella cappella a destra dell’altare maggiore.
Il prezioso quadro, che rappresenta Maria, Giuseppe e il piccolo Giovanni Battista che vegliano sul sonno di Gesù Bambino, mancava da Cargeghe dal 1991, anno in cui, per preservare l’opera durante l’esecuzione di importanti interventi di restauro della chiesa, venne affidato alla custodia della Soprintendenza di Sassari e conservato presso i depositi della Pinacoteca Mus’A di Sassari.
La Sacra Famiglia o Madonna del Silenzio è probabilmente la prima opera in terra di Sardegna del pittore fiorentino (datata dal canonico Spano all’aprile del 1588), che lo studioso Giuseppe Ruiu ipotizza commissionata da Juan Maria Del Olmo, rettore di Cargeghe (1591-1634) e successivamente vescovo di Bosa (1635-1639).
Nel corso del tempo il quadro ha partecipato a diverse mostre ed esposizioni, segnalandosi come una delle più pregevoli opere dell’artista, che operò a Sassari e in diversi centri del nord Sardegna tra la fine del 500 e l’inizio del 600. La Sacra Famiglia ha mantenuto tradizionalmente, salvo la recente parentesi, la sua collocazione originaria nella cappella intitolata a Maria Auxilium Christianorum e con tale denominazione viene ancora indicata dai fedeli più anziani.
È’ citata come l’opera artistica di maggior pregio presente a Cargeghe in diversi libri pubblicati nel XIX secolo: dal “Viaggio in Sardegna” del Valery (1838) al “Dizionario storico-geografico” del Casalis (1853), alla “Storia dei pittori sardi” di Giovanni Spano (1870), che attribuisce al dipinto la denominazione popolare di “Nostra Segnora de sos isconsolados”.
Baccio Gorini, nato a Firenze nel 1573 è morto a Florinas (dove si era sposato) nel 1628. Il suo trasferimento in Sardegna secondo alcuni studiosi sarebbe dovuto ad una ipotetica fuga per questioni politico-giudiziarie, secondo altri alla ricerca di nuove opportunità di lavoro.
In questi giorni a Cargeghe fervono i preparativi per accogliere il ritorno del prezioso dipinto con tutti gli onori del caso. Il parroco don Davide Onida ne ha dato l’annuncio con particolare emozione durante il rito della messa festiva. «Questo ritorno a casa tanto atteso di una famiglia così importante – ha affermato con riferimento al titolo di Sacra Famiglia – rappresenta il conseguimento di un traguardo che abbiamo inseguito con determinazione in questi quattro anni di presenza a Cargeghe».
Don Davide Onida ha avuto parole di ringraziamento per quanti hanno contribuito a questo risultato: alla direttrice del Mus’A Museo Sassari Arte Maria Paola Dettori, alla responsabile di zona Francesca Pirodda, alla Soprintendente Francesca Casule. La data della cerimonia del ritorno del dipinto a Cargeghe, ha annunciato, non è stata ancora fissata; ma è prevista entro la fine dell’anno.
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