La Nuova Sardegna

Sassari

Consiglio: non passa l’odg sulle prostitute

di Luigi Soriga
Consiglio: non passa l’odg sulle prostitute

La proposta di due consiglieri del Pd era di creare zone a luci rosse e di tassare il sesso a pagamento

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SASSARI. Inserire il mestiere più antico del mondo in un moderno alveo istituzionale è un’operazione complicatissima. Se n’è parlato in due consigli comunali, e naturalmente il dibattito è stato quanto mai acceso e stimolante. A portare in aula l’ordine del giorno sono stati due consiglieri del Pd, Carla Fundoni e Lello Panu. Riprendendo i contenuti del disegno di legge avanzato dalla senatrice del Pd Maria Spilabotte, tracciano il decalogo della “squillo 2.0”: case chiuse autogestite, zone a luci rosse definite e legalizzate nelle città, abolizione del reato di favoreggiamento, uso obbligatorio del profilattico e infine, pagamento delle tasse e la comunicazione di “inizio attività” alle Camere di commercio. In questo modo, e anche a Sassari, secondo Panu e Fundoni si potrebbe regolamentare il fenomeno del sesso a pagamento.

La loro proposta però non ha raccolto grande entusiasmo in aula, e non avrebbe avuto la benché minima chance di passare. Perciò piuttosto che incorrere in una bocciatura, l’ordine del giorno è stato ritirato con l’intensione di ripresentarlo in commissione per essere approfondito e arricchito di contributi, magari anche da parte delle associazioni che si occupano di sostegno alle prostitute.

Il consigliere più indignato è senza dubbio Antonio Sassu di Ss Progetto Comune: «Questo ordine del giorno – dice – ci fa fare un salto indietro nella preistoria. Il Pd in questa occasione è in totale sintonia con Salvini. Lo Stato diventerebbe connivente con la prostituzione e il corpo della donna seguirebbe le stesse regole di mercato del corpo di un porco. E quanto alla tassazione, io voglio che la mia pensione sia frutto del mio lavoro, e non di quello di donne costrette a vendere la propria dignità».

Invece Nicola Lucchi (Sassari è), da avvocato, sottolinea anche la grande ipocrisia del nostro sistema giuridico: «Da una parte c’è un regime repressivo e proibizionista, dall’altra basta dare un’occhiata ai quotidiani e leggiamo offresi con numeri di telefono. Questo a casa mia si chiama favoreggiamento. Stesso discorso sulla ludopatia: votiamo ordine del giorno e poi vai a vedere ed è la terza maggiore entrata dello Stato. Quanto alla incorporazione fiscale delle prostitute, la nostra legge stabilisce la non tassabilità dei proventi da attività illecita. Quindi manca un passaggio. Occorre un altro codice penale, un altro codice Rocco, e non Rocco Siffredi, che dica che la prostituzione non è più reato».

Desirè Manca del M5s fa invece presente che nei paesi europei dove la prostituzione stata regolamentata, la situazione delle donne non è migliorata granché. Quindi il Movimento si astiene. E così fa anche Alessandro Boiano di Ss Bella Dentro: «La Corte penale internazionale ha inserito la prostituzione tra i crimini contro l’umanità. Non mi sento pronto per votare questo ordine del giorno». Perciò alla fine i consiglieri Fundoni e Panu raccolgono la soluzione proposta da Francesco Era (Cd) e Simone Campus (Pd). Approfondire la tematica in commissione raccogliendo nuovi spunti e proposte.

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