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Sassari

Bono, con Sant’Andria è la festa del vino novello

di Maria laura Mameli
Bono, con Sant’Andria è la festa del vino novello

I bambini mettono al collo una zucca intagliata con le fattezze di un volto umano In piazza un punto di ristoro dei fedales del ‘76 distribuirà polenta e cinghiale

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BONO. Il 30 di novembre, giorno di Sant'Andrea, a Bono è speciale e attesa con trepidazione da bambini e ragazzi, per motivazioni che vanno al di là del puro sentimento religioso. Sant'Andria, infatti, rientra nella tipologia delle feste legate a una questua, tuttavia ha una particolarità: l'imprescindibile presenza di una zucca che riproduce le fattezze di un volto umano. La preparazione prevede, in primo luogo, la ricerca di una zucca di forma allungata che dovrà essere svuotata e quindi incisa, sino a riprodurre i tratti di un viso. Il margine che la tradizione lascia all'interpretazione dello scultore è legato all'espressione: la bocca può essere aperta in una risata che suscita allegria, oppure imbronciata o contratta in un'espressione spaventosa. La zucca viene portata sul davanti del corpo, appesa al collo come una grande collana e al suo interno viene fissata una candela che deve restare sempre accesa, al fine di illuminare e dar vita al volto scoltpito. Non si esce da soli la sera di sant'Andria, i ragazzi, negli ultimi anni anche le ragazze, formano dei piccoli gruppi, aspettano il calare del sole e si riversano per le strade del paese, suonando dei campanacci e bussando per le case al grido di "a sant'Andria, a sant'Andria". Chi apre offre dolci, caramelle e frutti di stagione che vengono raccolti in un sacco, una bisaccia o negli zainetti di scuola. Un tempo ricevere soldi era cosa rara, ma ormai i ragazzi apprezzano maggiormente una piccola strenna rispetto al tradizionale dono di papassini e melecotogne. Alla fine della serata, il rito vuole che la zucca venga lanciata per terra sino a spaccarsi. Quest'anno il Comune di Bono e l'Associazione Pro Loco hanno organizzato, per lunedì 30, una manifestazione per coinvolgere tutta la popolazione, con, in piazza San Nicola, la degustazione dei vini novelli dell'Istituto Agrario, delle caldarroste e l'esibizione, in serata, del gruppo musicale "Etnos". L'evento è stato concepito come un percorso articolato con vari stand lungo tutto il corso Angioy, sino alla piazza adiacente al palazzo comunale, dove, a partire dalle ore 15, verrà allestito un laboratorio di intaglio e decoro delle zucche per guidare i bambini alla riscoperta della tradizione. Non mancherà, in piazza del comune, l'intrattenimento per gli adulti grazie ai Fedales 76, comitato organizzatore della festa di san Raimondo 2016, il cui punto ristoro proporrà non solo da bere ma anche polenta, cinghiale alla cacciatora, seadas e tanta buona musica.

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