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Sassari

Sviluppo rurale, 1 miliardo e mezzo per la rinascita

di Antonio Meloni

SASSARI. La parola d’ordine è qualità, una carattere al quale dovranno rispondere i prossimi progetti legati al Piano di sviluppo rurale appena varato dall’Ue. Provvedimento che per la Sardegna si...

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SASSARI. La parola d’ordine è qualità, una carattere al quale dovranno rispondere i prossimi progetti legati al Piano di sviluppo rurale appena varato dall’Ue.

Provvedimento che per la Sardegna si traduce in una ghiotta opportunità da 1 miliardo e 308 milioni. Risorse importanti, da impiegare nei prossimi sei anni, con l’obiettivo di crescere per ridurre la distanza delle imprese sarde da quelle d’oltre Tirreno.

Dal convegno regionale di Confagricoltura, ieri, nella sala conferenze del Vialetto, arrivano segnali confortanti per un settore capace di portare fuori dal guado l’intero sistema economico regionale. Parlare di agricoltura, oggi, vuol dire infatti fare i conti anche con la filiera agroalimentare, con l’allevamento e le produzioni tipiche, un complesso di risorse naturali che fanno da volano al turismo, altro settore da cui non si può prescindere se l’obiettivo è l’incremento dello sviluppo economico.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, intervenuta ai lavori, ha detto di essere convinta che la Sardegna debba raccogliere una sfida importante a patto che la qualità sia il filo conduttore di qualunque iniziativa imprenditoriale. Non è un caso il fatto che il 30 per cento del finanziamento attribuito all’isola sia destinato alla competitività, come dire che ogni impresa dovrà muoversi su percorsi tracciati con attenzione per centrare obiettivi sicuri. Ma soprattutto, gli imprenditori dovranno essere attenti alla salvaguardia ambientale, qualità di base da tutelare e difendere a ogni costo.

La Regione vara il piano dopo un meticoloso lavoro di concertazione con la categoria, un aspetto non secondario evidenziato con soddisfazione anche dal presidente regionale di Confagricoltura, Luca Sanna, aprendo i lavori dell’affollato convegno che ha riunito decine di imprenditori agricoli provenienti da tutta l’isola: “Va riconosciuto alla Regione – ha detto a margine dell’incontro – il merito di avere adottato un modello di concertazione che ha consentito il coinvolgimento diretto della categoria e che quindi ci vede responsabili in solido di quello che sarà l’esito”. “Il piano – ha proseguito Sanna – presenta significativi elementi di innovazione che risolvono alcune criticità emerse durante la precedente programmazione, uno per tutti l’accesso più rapido ai finanziamenti grazie al sistema dello sportello aperto”. Ancora, il nuovo Psr favorirà l’aggregazione aziendale attraverso i piani integrati di filiera, premierà i settori ritenuti virtuosi e, non ultimo, favorirà i giovani imprenditori grazie al varo del cosiddetto pacchetto giovani. La soddisfazione è palpabile anche nelle dichiarazioni di Matteo Luridiana, presidente interprovinciale di Confagricoltura del Nord Sardegna (Olbia e Tempio): “Sono risorse importanti da spendere bene per consentire al comparto agricolo sardo di crescere ancora e ridurre definitivamente la distanza che ci separa dalle imprese della penisola”. Confagricoltura conta circa settemila iscritti in tutta la Sardegna, (duemila solo nel Nord Sardegna), titolari di imprese agricole che impiegano alcune migliaia di dipendenti. Numerosi gli interventi programmati durante i lavori del convegno che ha fatto registrare una buona partecipazione. Le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale della Confederazione Mario Guidi.

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