Castelsardo, per la Tredicina risuona la lauda di Santa Lucia
CASTELSARDO. «Tu se’ lugi e lugi via, chi doni a tutti splandori». L’antica lauda per Santa Lucia, probabilmente composto da un poeta locale e tramandato oralmente per secoli, risuona nuovamente, da...
CASTELSARDO. «Tu se’ lugi e lugi via, chi doni a tutti splandori». L’antica lauda per Santa Lucia, probabilmente composto da un poeta locale e tramandato oralmente per secoli, risuona nuovamente, da ieri , ogni sera alle 18 a conclusione della “Tredicina di Santa Lucia”. Come la tradizione vuole, tredici giorni prima della festa, la Confraternita dell’Oratorio di Santa Croce, guidata dal priore Mariano Cimino, inizia le preghiere e le lodi quotidiane in onore della santa siracusana, concludendo il rito con l’esecuzione del gosos in castellanese che ripercorre la vita della giovane Lucia. Convertitasi al cristianesimo , la ragazza per amore di Cristo ha respinto un pretendente il quale, per vendetta, l’ha denunciata all’arconte Pascasio che, dopo averla torturata, la fece decapitare.
Il martirio della giovane provoca però anche la condanna e la morte del suo persecutore che “isvalgugnaddu, avviliddu, vinisi decapitaddu”. Per tredici sere d’inverno, i fedeli castellanesi onoreranno la santa, per cui si nutre particolare devozione dopo la messa celebrata alle 18:00, nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie, dal parroco Giovanni Pittorru.
Donatella Sini
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