Clostridium, donna in condizioni critiche
Un’anziana colpita dal batterio è stata trasferita venerdì dal reparto di Geriatria a quello di Malattie infettive dell’Aou
SASSARI. Restano critiche le condizioni di salute della donna di 85 anni ricoverata nel reparto di Geriatria dell’ospedale civile alle sette di sera di giovedì scorso. La stessa anziana alla quale i medici di quella unità operativa, una volta ricevuto l’esito degli esami di laboratorio, avevano diagnosticato una colite da Clostridium difficile ipervirulento, ossia il batterio che rilascia tossine capaci di attaccare violentemente il rivestimento dell'intestino causando colite, dissenteria e forti dolori addominali. La signora era arrivata al Santissima Annunziata con la febbre a 38.2 e in preda a dissenteria profusa accompagnata da disidratazione. Un quadro clinico preoccupante, visto l’età della paziente. Tanto che il giorno dopo – cioè venerdì 27 novembre – nonostante una terapia idratante e antibiotica si era reso assolutamente necessario richiedere il trasferimento della donna nel reparto di Malattie infettive delle cliniche universitarie, dove è ancora ricoverata in strettissima osservazione, naturalmente sottoposta a cure specifiche.
Tutto questo accadeva dunque proprio quando, piuttosto inspiegabilmente, dalla direzione del presidio ospedaliero di via De Nicola precisavano che non erano stati rilevati casi di patologie determinate da Clostridium.
E invece, ora come ora, al Santissima Annunziata i casi sospetti di Clostridium sarebbero altri quattro: uno a Lungodegenza e altri tre a Geriatria (salvo trasferimenti dell’ultimo momento). Nella mattinata di ieri a tutti i pazienti in questione sono stati fatti gli esami di laboratorio (compreso quello sul dosaggio della tossina del Clostridium difficile), e adesso si attendono con impazienza gli esiti. Vale inoltre la pena di ricordare che fonti attendibili riferiscono come lo stesso temibile batterio fosse stato riscontrato nelle settimane precedenti in altre sette persone ricoverate al Civile.
Dalla direzione dell’ospedale continuano a negare tutto. O meglio, ammettono soltanto che nel reparto di Rianimazione c’è una paziente che nel corso di uno screening clinico è risultata positiva alla Klebsiella pneumoniae multiresistente agli antibiotici. Ma anche per quanto riguarda questo batterio fonti attendibili assicurano che i pazienti “colonizzati” sarebbero almeno tre.
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