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Sassari

Comune, il sindacato escluso dalla riorganizzazione dei servizi

di Barbara Mastino
Comune, il sindacato escluso dalla riorganizzazione dei servizi

Dura presa di posizione del segretario della Cisl-Funzione pubblica che chiede il ritiro della delibera Secondo Armando Ruzzetto in questi atti potrebbe configurarsi una condotta antisindacale

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OZIERI. Riorganizzazione tutt’altro che razionale e non concordata con i lavoratori. Con queste parole la segreteria provinciale della Cisl Funzione Pubblica “bolla” la recente delibera della giunta comunale che riorganizza la macrostruttura dell’ente ridisegnando settori e servizi. La delibera, approvata il 5 novembre, riduce da cinque a quattro i settori dell’amministrazione: dai settori amministrativo, tecnico, finanziario, servizi sociali e promozione turistica e culturale si passa ad amministrativo, finanziario e della pianificazione e sviluppo locale, lavori pubblici e promozione turistica e culturale, politiche sociali ed integrazione territoriale. Una ripartizione che non piace alla Cisl Fp, perché, come dice il segretario Armando Ruzzetto in una nota inviata proprio ieri al Comune, non segue affatto il criterio di omogeneità che richiama in premessa. «Cosa c’è di omogeneo e attinente – chiede Cisl Fp – fra il corpo di polizia locale, i servizi Suap, commercio, igiene pubblica, sanità e agricoltura con i servizi amministrativi? Cosa c’è di omogeneo fra i servizi di pubblica istruzione, diritto allo studio, sport con i servizi tecnici inerenti i lavori pubblici e le manutenzioni? Che attinenza ha il servizio urbanistica ed edilizia privata con i servizi finanziari? Perché il settore politiche sociali non include i servizi di pubblica istruzione, diritto allo studio, sport, certamente più attinenti per materia rispetto ai lavori pubblici?». La giunta, dice la Cisl Fp, nel ridisegnare i settori si è limitata a decretare la riduzione delle posizioni dirigenziali: atto che sarebbe «sicuramente apprezzabile» se però «fosse effettivamente inserito in un contesto di armonizzazione degli uffici e servizi che purtroppo però non si intravede». Tutto questo, inoltre, è stato fatto senza coinvolgere i lavoratori e le organizzazioni sindacali, «che avrebbero potuto, se chiesto, dare il proprio contributo nel rispetto delle proprie prerogative», dice il segretario generale. La delibera prescrive testualmente che l’atto dovrà essere trasmesso alle organizzazioni sindacali: ma si tratta di una informazione successiva, non preventiva come invece è previsto, dice la Cisl, per gli atti di macro organizzazione.

Un’omissione che, dice Ruzzetto, «potrebbe comportare censura per condotta antisindacale». «Spiace, ancora una volta – è la critica –, contestare la trascuratezza dimostrata da codesta amministrazione comunale nei confronti delle corrette relazioni sindacali. Ciò induce a pensare – dice Ruzzetto – che ci sia sotto il preciso intento di escludere completamente i lavoratori e le loro rappresentanze dai fatti organizzativi fondamentali per il sereno espletamento della quotidiana attività lavorativa, che per produrre i massimi risultati necessita invece di quel benessere organizzativo, a quanto pare, dimenticato da codesto ente». La Cisl chiede quindi il ritiro della libera e una contrattazione con i lavoratori.

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