La Nuova Sardegna

Sassari

Bacheca non autorizzata, Dem sempre sull’Aventino

di Pietro Simula

Ossi, il gruppo espressione del Pd continua a disertare le sedute del Consiglio La replica del vicesindaco Canu: «Accertato l’illecito non potevo far finta di nulla»

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OSSI. Il caso della bacheca esposta senza le autorizzazioni necessarie sulla facciata della sede della sezione del Pd “Giuseppe Garibaldi” – una trasgressione ai vincoli previsti per il centro storico – continua a turbare il sonno della vita politica del paese. Per replicare all’accusa di aver commesso un abuso edilizio e contro la segnalazione del fatto alla procura della Repubblica da parte dell’Ufficio comunale competente, il gruppo “Insieme per Ossi”, espressione della sezione del Pd, dopo una dura arringa aveva abbandonato l’aula per poi “salire sull’Aventino”: già assente per due sedute di consiglio ha annunciato che tornerà quando avrà «acquisita precisa contezza di tutto».

Attesa, e per certi versi doverosa, la replica del vicesindaco Canu, accusato di essere responsabile di un’operazione considerata destabilizzante e intimidatoria nella sua veste di assessore all’Urbanistica. Rivolto agli scanni desolatamente vuoti solitamente occupati dai consiglieri di “Insieme per Ossi”, Canu non le ha mandate a dire. L’aspra contesa avrebbe avuto inizio in seguito a una segnalazione a lui pervenuta in qualità di assessore all’Urbanistica da parte di un cittadino che chiedeva se l’installazione della bacheca in un edificio del centro storico (la sede del Pd) rappresentasse o no violazione delle normative sul decoro urbano. Segnalazione che, ha argomentato Canu, «nelle mie vesti ufficiali non potevo certo ignorare». Così come il funzionario del Comune, una volta che «accerta un comportamento illecito o illegittimo ha il dovere di fare la segnalazione in Procura». Cosa che è avvenuta.

Il vicesindaco risponde poi all’osservazione «che quella bacheca, essendo semplicemente appesa senza nessuna modifica all’edificio non rappresentava in alcun modo un’alterazione che potesse essere soggetta a tutela». Ci si dimentica però di ricordare che «l’istanza presentata dal tesoriere legale rappresentante della sezione Pd parla di bacheca permanente e pertanto di una modifica definitiva all’edificio». Ma secondo Canu dietro la dura reazione ci sarebbe ben altro. «Da qualche anno – osserva – il principale obiettivo da colpire è il sottoscritto, oggetto di insulti, uno stillicidio fatto di attacchi di bassa lega, sin da quando ho osato avere opinioni difformi dall’allora maggioranza (di cui faceva parte - ndc) durante l’amministrazione del sindaco Lubinu nel corso del mandato 2010-2015».

«Nelle sue dichiarazioni – ricorda il vicesindaco – Cossu ha affermato che qui ad Ossi, da un paio d’anni, un certo modo di fare ha avvelenato il clima politico. E chi avrebbe avvelenato il clima politico – si chiede- sempre io?». “Insieme per Ossi”, in seguito alla segnalazione inviata alla Procura, arriva anche al paradosso di sentirsi «oggetto di intimidazione», tanto da ritenere che «i rapporti tra maggioranza e opposizione, dopo la scelta intenzionale di denunciare una forza politica e i suoi componenti, non potranno rimanere gli stessi».

Ma «la doverosa applicazione delle leggi – ha concluso Canu – non può certo essere addotta come minaccia». Una strenua autodifesa, la sua, raccolta in silenzio da parte della maggioranza, pur trattandosi di un attacco diretto ad un proprio assessore nell’esercizio delle sue funzioni.

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