Favorì un clandestino Fratello di un disabile condannato a 4 mesi
Un 60enne sulla sedie a rotelle ingannato dal congiunto Scopre dall’Inps di avere alle dipendenze un badante
SASSARI. «Io non ho assunto alcun badante, sono invalido ma sono anche regolarmente assistito da personale dei Servizi sociali del Comune di Sassari. Ho saputo di questo cittadino straniero solo dalle carte inviatemi dall’Inps con allegati i bollettini di conto corrente relativi ai contributi da versare per il terzo e quarto trimestre di lavoro». Un badante extracomunitario a sua insaputa, è il caso di dire.
La storia, che ha dell’incredibile, è finita in un’aula di tribunale perché il disabile sessantenne in questione ha denunciato suo fratello che è stato condannato dal giudice a quattro mesi. «Un giorno mio fratello mi ha chiesto la carta d’identità e una copia del certificato di pensione dicendomi che sarebbero serviti per ottenere un contributo regionale o comunque qualcosa inerente la dichiarazione dei redditi che di fatto però non ho mai avuto. Oltretutto allora stavo molto male per cui mi sono fidato di tutto quello che lui mi ha detto». Salvo poi scoprire dall’Inps e dai carabinieri che il fratello gli aveva messo alle dipendenze un cittadino extracomunitario. Circostanza per la quale l’uomo, assistito dall’avvocato Lisa Udassi, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Tutto era saltato fuori dopo un controllo dei carabinieri di Castelsardo che avevano denunciato il senegalese perché sprovvisto di documento di identità e in possesso di «merce con segni falsi». Al momento del controllo l’extracomunitario aveva esibito una copia di presentazione della domanda di “emersione” dal lavoro irregolare e la richiesta risultava esser stata presentata proprio dal disabile 60enne. In realtà era stato suo fratello ad architettare tutto presentando quella richiesta «pur essendo perfettamente a conoscenza del fatto che il senegalese (in realtà lo stesso “piano” ha riguardato anche un altro cittadino extracomunitario)non avesse diritto a quel beneficio non avendo i requisiti richiesti dalla legge». Aveva denunciato lo smarrimento del passaporto perché lì figurava la data di ingresso in Italia che lo avrebbe escluso dal poter chiedere la regolarizzazione. Mostrando, però, la copia della ricevuta della domanda di emersione aveva diritto non solo a spostarsi liberamente ma anche a una sorta di “impunità”, considerato che quella domanda sospende tutti i procedimenti penali e amministrativi.
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