Addis al gip: «Mi sono solo difeso»
Ieri mattina l’allevatore è stato interrogato in carcere. Secondo i carabinieri restano ancora alcuni punti da chiarire
SASSARI. Gavino Addis resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario, dopo l’interrogatorio di garanzia del giudice per le indagini preliminari Antonello Spano. Davanti al quale l’indagato ha ribadito la propria versione dei fatti di quanto sarebbe accaduto, nella tarda serata di mercoledì, all’interno della propia azienda agricola, in localita Franciscu Crappinu, nelle campagne di Martis: Addis ha ribadito di aver sorpreso Valentino Saba all’interno del proprio ovile e di averlo colpito solo dopo avergli strappato di mano un bastone.
Una versione dalla quale l’indagato, assistito dall’avvocato Gian Mario Fois, non si è mai distaccato. Nessuna aggressione, ma solo un caso di legittima difesa. E anche davanti al gip Gavino Addis, nel ripetere quanto già raccontato ai carabinieri e al sostituto procuratore della repubblica Corinna Carrara, ha ricostruito l’episodio di mercoledì notte. Quando, alcune ore dopo il tramonto, avrebbe sentito alcuni rumori provenienti dal suo ovile. Uscito di casa, disarmato, avrebbe sorpreso Valentino Saba, al quale lo legava un’antica inimicizia, all’interno della propria azienda, dove - secondo Gavino Addis - si era introdotto per rubargli alcune pecore. Sempre secondo la versione dell’indagato, Valentino Saba era armato di un grosso bastone, quello che poi Gavino Addis ha consegnato ai carabinieri e che aveva usato per colpire l’avversario.
E che l’indagato non avesse avuto alcuna intenzione di uccidere il vecchio nemico, secondo l’avvocato Fois, lo confermerebbe il comportamento di Gavino Addis subito dopo la lite: è stato lui a chiamare i carabinieri e il 118, ed è stato sempre lui (con il proprio pick up) a trasportare l’attrezzatura dei medici che altrimenti non avrebbero potuto raggiungere lo spiazzo dove giaceva Valentino Saba e dove hanno provato a rianimarlo. Un racconto che non si sposta di una virgola da quello reso ai carabinieri e al magistrato, poche ore dopo il fatto.
Versione che, almeno secondo gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale, presenta più di un punto quantomeno poco chiaro. Prima di tutto il luogo della lite, non vicinissimo all’abitazione di Gavino Addis; poi l’arma del delitto che, sempre secondo i carabinieri, non sarebbe quella consegnata dall’indagato; infine gli investigatori si chiedono con quale mezzo Valentino Saba si sarebbe dovuto allontanare con le pecore rubate.
Interrogativi che la versione di Gavino Addis non cancella e che sono ancora al vaglio degli investigatori che ipotizzano che Valentino Saba sia stato attirato in un tranello nella zona di Franciscu Crappinu per una pesante punizione che avrebbe dovuto metter fine alla disamistade con l’indagato. Anche per questo motivo i carabinieri stanno ricontrollando le testimonianze raccolte subito dopo il delitto, alla ricerca di un traccia che possa portare agli (per adesso) ipotetici complici di Gavino Addis.
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