La denuncia del Mos: «Il test sull’Aids senza alcuna privacy»
Il Movimento omosessuale si scaglia contro Asl e Aou Non verrebbero rispettate le norme sull’anonimato
SASSARI. Botta e risposta tra i rappresentanti del Movimento omosessuale sardo e la direzione della Asl a proposito del test sull’Aids. Al centro della querelle la possibilità, secondo il Mos inesistente, di effettuare, nelle strutture pubbliche cittadine, il test anonimo e gratuito così come prescritto dalla legge «mentre i dati sulla diffusione dell’hiv - si legge in una nota - sono allarmanti ma sottostimati».
La direzione della Asl riponde al Mos dicendo che i test effettuati dal laboratorio di via Monte Grappa sono anonimi e gratuiti come prescrive la legge e che invece sono già state discusse con le persone interessate le modalità di accesso al servizio - che secondo alcuni sono in contrasto con il diritto alla privacy poiché la fila per sottoporsi al test si fa insieme a tutti gli altri pazienti. Gli uffici dell’Igiene pubblica hanno affermato di aver proposto, a chi volesse seguire questo percorso, di prendere appuntamento telefonicamente per presentarsi al laboratorio dopo le 10,30, quando non è più presente il pubblico nella sala d’attesa.
Ma il Movimento omosessuale sardo nel suo comunicato fa riferimento anche all’altro punto prelievo per il test sull’Aids che si trova all’interno dell’unità di Malattie infettive dell’Aou. «Molti pazienti sassaresi sono stati costretti ad andare a Cagliari per effettuate il test in forma anonima e gratuita perché a Malattie infettive, che dovrebbe essere il centro di riferimento per il Nord Sardegna, si assiste quotidianamente all’imbarazzante mancanza di privacy. Clinica che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della sanità cittadina considerati i tempi e i costi necessari alla sua costruzione e che invece ci fa ripiombare negli anni Ottanta. Non esiste alcuno sportello per l’accettazione che viene fatta in piedi nella sala d'attesa, la stanza dei prelievi si apre sull’ingresso permettendo a chiunque di vedere chi sta effettuando il test o i prelievi di routine a cui sono sottoposti i pazienti. Le linee telefoniche sono ridotte ad una per cui è quasi impossibile chiamare per un appuntamento, per disdirlo o per chiedere informazioni e gli appuntamenti vengono presi su un’agenda gonfia di foglietti. Gli ambulatori sono sprovvisti dei requisiti minimi, persino degli erogatori di sapone e dei fazzoletti asciugamani. Una struttura quindi ben lontana dagli standard minimi richiesti di efficienza, privacy e informatizzazione. Tanto che ci chiediamo come sia possibile, per il personale medico, svolgere al meglio il proprio lavoro. Tempo fa avviammo un dialogo con i medici dell'ambulatorio per trovare, insieme, delle soluzioni per migliorare le criticità della struttura ma, la collaborazione morì sul nascere non per nostra volontà ovviamente e senza i problemi siano stati risolti». Secondo il Mos dunque si assiste alla continua migrazione verso Cagliari dove invece le persone interessate trovano una migliore accoglienza. «A Sassari, se non hai la prescrizione medica - conclude la nota - ti fanno anche pagare il ticket».
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