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Rischi d’impresa, come “salvare” il coniuge

Rischi d’impresa, come “salvare” il coniuge

Un lettore teme che il patrimonio della moglie possa essere interessato negativamente in caso di fallimento dell’azienda

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Sono intenzionato a prendere un locale commerciale in gestione. Sapreste indicarmi i costi di voltura e notarili di cui dovrò farmi carico? L’impresa mi costerà parecchio e spero tanto, ma non sono del tutto certo che andrà bene. Mia moglie ed io siamo in regime di comunione dei beni, ma vorrei tenerla fuori da questa avventura. Cosa posso fare, con l’aiuto di un notaio, per preservare i miei eredi da eventuali rischi in caso di mia dipartita o fallimento?

I suoi quesiti riguardano due aspetti: 1) quello dei costi di impianto della attività e, 2) quello della tutela dai rischi di impresa.

1) Da quanto sembra di capire, lei avrebbe intenzione di acquistare un locale commerciale.

In ordine agli oneri fiscali bisogna valutare vari elementi: a seconda che la parte venditrice agisca o non in regime di impresa, se nel secondo caso si tratti o meno di impresa costruttrice, la data della costruzione, la natura catastale dell’immobile. A seconda dei casi la vendita potrebbe essere soggetta all’imposta di registro nella misura del 9 per cento (oltre imposte di trascrizione e voltura fisse pari a euro 50 ciascuna) o all’I.V.A. nella misura del 10% o del 22% e alle imposte di registro, di trascrizione e di voltura, fisse (200 euro ciascuna) o diverse (registro fissa, di trascrizione 3%, catastale 1%).

Come può capire, per dare una risposta precisa bisogna valutare il caso particolare.

Le altre spese complessive da corrispondere al notaio (per visure ipocatastali, bolli, tassa d’archivio, compensi, cassa di previdenza, spese generali ed I.V.A.) potrebbero variare, a seconda del valore dell’immobile, tra i 2.000 (per un valore dell’immobile sino a 37.000 euro) e i 3.100 euro (per un valore dell’immobile sino a 180.000 euro.

2) Anche per quanto riguarda i rischi che potrebbero derivare dall’attività di impresa, la questione è abbastanza articolata.

Il principale strumento per evitare che l’intero patrimonio di una persona possa essere interessato negativamente dall’attività imprenditoriale del suo titolare è quello della “limitazione di responsabilità” che differenzia le società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice) dalle altre società commerciali (società per azioni, società a responsabilità limitata e cooperative). Le S.P.A. e le S.R.L. possono essere costituite anche come società con unico socio.

Pertanto lei potrebbe intraprendere la sua attività in questa forma, separando il patrimonio dell’impresa da quello personale. Il rischio si limiterebbe in questa ipotesi a quanto lei abbia investito come capitale nell’impresa: la responsabilità verrebbe a riguardare solo il patrimonio dell’impresa. Di questo fa parte anche quanto rappresenta le partecipazioni dei soci. È generalmente riconosciuto dalla giurisprudenza e dalla dottrina prevalente che le quote di partecipazione al capitale ricadano nel regime di comunione legale eventualmente vigente tra i coniugi.

Nel suo caso le perdite dell’impresa potrebbero ripercuotersi sulla parte della partecipazione sociale che si dovrebbe ritenere di pertinenza di sua moglie. Se invece che in regime di comunione legale voi foste in regime di separazione dei beni, la perdita della partecipazione si considererebbe avvenuta solo in suo danno, ma, ovviamente, per l’intero valore della stessa. Per tenere fuori dalla vicenda sua moglie sarebbe pertanto da considerare la possibilità di stipulare, davanti ad un notaio, una convenzione di separazione dei beni.

Per quanto riguarda gli eredi valgono gli stessi principi. Essi succedono nel patrimonio del loro dante causa e rispondono dei debiti (a meno che accettino con il beneficio dell’inventario) illimitatamente anche con il loro patrimonio ma ovviamente non per quelli della società a responsabilità limitata della quale potrebbero diventare soci.

Come vede la questione è abbastanza complessa e sarebbe opportuno che lei ne parlasse personalmente con un notaio che potrà darle tutti i consigli più opportuni per la sua situazione particolare.

Ufficio studi del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania

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