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In un libro cento anni di consigli comunali

BONORVA. Sabato, alle 17,30, nella sala dell’ex cinema “Tisel”, in piazza Santa Maria, sarà presentato il libro scritto da Massimo D’Agostino e intitolato “1914-2014 - un secolo di amministrazioni...

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BONORVA. Sabato, alle 17,30, nella sala dell’ex cinema “Tisel”, in piazza Santa Maria, sarà presentato il libro scritto da Massimo D’Agostino e intitolato “1914-2014 - un secolo di amministrazioni comunali. Bonorva, storia di un paese vista dalle finestre del suo consiglio comunale”, edito dalla Sigma Industria grafica, con la collaborazione dell’associazione culturale “Teste rotanti” e il patrocinio dell’amministrazione comunale. Nel libro, comprendente 432 pagine, ottimamente curate e arricchite da numerose e stupende fotografie-testimonianza, l’autore ha sintetizzato la storia politico economica del centro del Logudoro, a partire dal 1914, con l’avvento della grande guerra e del fascismo e l’elezione alla carica di primo cittadino del nobile Antonio Michele Gutierrez Cherchi, fino ai nostri giorni, con Giammario Senes che oggi, per la seconda volta, ricopre la carica di sindaco del paese. Si tratta di un’opera inedita nel suo genere, (almeno per Bonorva), che recupera una memoria storica fondamentale per ricostruire e capire l’evolversi della nostra società, i drammi della guerra, le lotte dei contadini per la conquista di un pezzo di terra da coltivare, la crescita, fra tante difficoltà, dell’industria casearia e della pastorizia, le conquiste e le difficoltà ad amministrare un paese spesso in continuo conflitto politico, animato dalla presenza in prima linea non solo di umili ed orgogliosi lavoratori ma anche di personaggi di spicco a livello nazionale, che puntavano alla costruzione di un futuro migliore per i propri concittadini. Tutto è raccontato in modo semplice e rispettoso dei fatti che l’autore ha ricavato dalle testimonianze di chi ha vissuto in prima persona alcune delle vicende descritte, dagli appunti di cronaca locale, dagli archivi storici comunali e di diversi privati. Un documento che si pone all’attenzione del pubblico, non solo locale, ma che ogni bonorvese dovrebbe comunque consultare e tenere sul comodino di casa per custodire con esso un pezzetto della sua storia con il racconto di vicende che sicuramente, in qualche modo, hanno coinvolto nel tempo qualcuno degli avi che hanno contribuito a costruire il futuro del paese.

Emidio Muroni

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