Laerru, il Comune ottiene stazione e casa cantoniera
I due edifici attigui e ormai dismessi sono stati acquisiti dalle Ferrovie dello Stato L’idea è quella di sistemarci i barracelli, la Croce Bianca e una scuola di musica
LAERRU. Un sogno che si avvera. Un obiettivo inseguito e ora finalmente raggiunto da chi ha amministrato il paese negli ultimi anni. Il Comune di Laerru è infatti entrato in possesso della vecchia stazione ferroviaria e della casa cantoniera che si trova nei suoi pressi. Due “pezzi” importanti che vanno ad aggiungersi ai tanti immobili dismessi di cui gli enti pubblici hanno pianificato la riconversione. «Dopo le aree industriali e i centri storici – dice il sindaco Pietro Moro – si è giunti al recupero delle stazioni ferroviarie, spesso minuscole aree che in molti paesi della Sardegna hanno rappresentato un insostituibile servizio. L’evoluzione dei trasporti, la più articolata infrastrutturazione e l’innovazione tecnologica hanno reso desuete determinate professioni e desertificato il loro vasto patrimonio immobiliare».
Constatazioni che hanno di fatto indotto le Ferrovie dello Stato a rendere disponibili quelle che sono state chiamate “stazioni impresenziate”. In quest’ottica va perciò intesa la concessione al Comune anglonese degli immobili della stazione e della quasi annessa casa cantoniera. L’amministrazione comunale ne ha ottenuto la locazione garantendo in cambio l’efficienza (in termini di salvaguardia e decoro) degli immobili da anni in un preoccupante stato di abbandono. Le idee per conferire un’utilità pubblica ai due immobili non mancano.
L’orientamento del sindaco è quello di concedere i due caseggiati a scopi sociali trasferendovi la compagnia barracellare, la Croce Bianca, la Proloco e la scuola di musica. «In questo modo – spiega – si potrà accorpare il sociale in un’unica struttura e fare interagire anche quest’area, piuttosto isolata rispetto alle attività degli abitanti, con la vita del paese. Sarà un modo per conservare la memoria e la storia del nostro territorio. Cosa per la quale siamo grati al direttore generale dell’Arst, Carlo Poledrini, al dirigente del servizio tecnico, Ernesto Porcu, e al dirigente della sede territoriale, Giuseppe Roggero».
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